ETC 2014

Editoriale

Non c’è più tempo: è ora di porsi e vincere sfide concrete

Ci sono momenti nella vita di un Paese in cui si ha la chiara sensazione che non c’è più tempo, che la sveglia è suonata da un pezzo e che se non ci alziamo subito, senza scuse o ritardi, perdiamo il treno. In questi momenti inutile guardarci intorno a cercare chi potrà fare le cose per noi, è proprio a noi infatti che tocca prendere l’iniziativa e costruire soluzioni concrete e fattibili a bisogni che tutti sentiamo come reali e urgenti. Le risorse sono poche, ma ancor più della crisi economica e finanziaria pesa una crisi di speranza che dobbiamo scrollarci di dosso. Molte cose sono fattibili, e molti problemi possono trovare soluzione, se solo siamo tutti convinti che tocca a noi trovarla.

A ciascuno la sua parte: noi, che da sempre costruiamo reti tra i soggetti attivi che in Italia promuovono l’innovazione, ci prendiamo il compito di indicare un quadro concettuale di impegni e obiettivi, come abbiamo cominciato a fare presentando lo schema del nostro lavoro futuro, ma ci prendiamo anche la responsabilità di elencare alcune aree problematiche, sui quattro settori che costituiscono a nostro parere gli obiettivi di quest’anno, per cui chiediamo a tutti gli innovatori, siano aziende, enti, amministrazioni, università e centri di ricerca o cittadini, di proporre soluzioni concrete.

Sono “sfide” che noi lanciamo alla comunità degli innovatori, a quelli che non si sono rassegnati, a quelli che hanno ancora voglia di mettere la loro intelligenza e la loro creatività al servizio del bene comune. Non è un elenco chiuso né definito, ma una proposta flessibile e aperta su cui vi chiediamo un contributo.

L’obiettivo è di raccogliere quindi soluzioni reali nelle aree problematiche individuate. Un comitato scientifico sceglierà, tra le soluzioni proposte, quelle ammissibili, anche sulla base di esperienze già realizzate in Italia e all’estero, che saranno poi presentate e valorizzate a FORUM PA 2014.

Un programma ambizioso, che ci auguriamo di arricchire e completare soprattutto con il vostro aiuto, la vostra esperienza e la vostra partecipazione attiva.

Ecco le nostre venti sfide, le venti aree problematiche per cui vi chiediamo di proporre soluzioni concrete e innovative qui e ora:

PA digitale

1.1) Come dematerializzare efficacemente archivi e documenti mantenendone l’accessibilità e la corretta memoria.

1.2) Come realizzare veramente lo switch-off al digitale per i più importanti processi amministrativi.

1.3) Come usare le tecnologie disponibili per ridurre il numero dei datacenter pubblici incrementando sicurezza e qualità del servizio erogato.

1.4) Come rendere sempre possibile ed economico lo scambio di dati e informazioni tra amministrazioni.

1.5) Come gestire in forma totalmente digitale tutti i pagamenti della PA sia in entrata sia in uscita.

1.6) Come introdurre competenze e consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti informatici nella scuola e nei programmi scolastici.

 

Open Government

2.1) Come favorire la partecipazione dei cittadini e la cittadinanza attiva.

2.2) Come favorire l’accesso, la divulgazione e l’uso di dati pubblici e la loro corretta interpretazione.

2.3) Come favorire accountability e controllo sociale sull’operato della Pubblica Amministrazione.

2.4) Come favorire la collaborazione e la partnership tra i diversi attori sociali, economici, culturali e istituzionali.

2.5) Come favorire la sussidiarietà orizzontale, la collaborazione e la partecipazione nel settore chiave del turismo e del corretto uso dei beni culturali e ambientali nell’ambito di un’offerta territoriale sempre più integrata per lo sviluppo sostenibile dei territori.

 

Revisione della spesa pubblica

3.1) Come introdurre strumenti di procurement innovativo e Partnership Pubblico-Privato per la fornitura di servizi e prodotti innovativi che permettono risparmi.

3.2) Come gestire meglio il patrimonio immobiliare pubblico aumentandone l’efficienza e la sostenibilità ambientale.

3.3) Come rendere più efficienti i servizi pubblici locali a rete.

3.4) Come combattere l’evasione e l’elusione dei tributi locali.

3.5) Come ottenere risparmi con l’introduzione della identità digitale unificata e dell’anagrafe nazionale della popolazione residente.

3.6) Come usare l’innovazione istituzionale, organizzativa e tecnologica per un welfare e una sanità sostenibile.

 

Sviluppo del tessuto produttivo locale

4.1) Come favorire lo sviluppo di un’imprenditoria moderna e innovativa fondata su la collaborazione e le reti di impresa.

4.2) Come promuovere l'internazionalizzazione delle imprese.

4.3) Come favorire la digitalizzazione delle PMI attraverso la formazione delle competenze digitali.

4.4) Come ridurre effettivamente gli oneri burocratici per le imprese attraverso la semplificazione degli adempimenti amministrativi.


 

Proponi la tua soluzioni per una delle sfide

 

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Commenti

L'AUTOREFERENZIALITA, è la

L'AUTOREFERENZIALITA, è la caratteristica che connota la PA di questo Paese; ciò fa sì che una gran parte di coloro che vi lavorano (dirigenti, ma non solo) non si percepisce al servizio della collettività, bensì utilizza il proprio ruolo per conseguire/appagare obiettivi molto personali (carriera, miglioramento dello status, potere, qualche volta, arricchimento). Per modificare questo approccio è necessaria una "rivoluzione copernicana", che, come tutti i processi che afferiscono alla sfera culturale, richiede tempi lunghi. Cosa fare, allora? Sui tempi medio-lunghi lavorare per selezionare e formare (seriamente) una classe di pubblici dipendenti al servizio dei cittadini; nell'immediato, cambiare la dirigenza ai vertici, selezionandola per competenza reale, per capacità di gestione di organizzazioni/strutture/processi complessi, per disposizione all'innovazione e alla creatività, requisiti indispensabili per attuare le innovazioni nei settori e nelle aree problematiche proposte. E, soprattutto, lasciare maggiore spazio ai “portatori di altri saperi”, non giuridici, per far sì che il processo decisionale non sia concentrato solo sugli aspetti amministrativo-legali-procedurali (che, ovviamente, sono fondamentali nel procedimento amministrativo, ma per i quali ogni Ente dispone in abbondanza di supporti: Avvocatura, Ufficio Legislativo, consulenti avvocati e docenti universitari), ma che possa avvalersi anche di una “visione” olistica nella ricerca delle soluzioni.

Purtroppo non ci crede più

Purtroppo non ci crede più nessuno !

Concretamente Vincere le sfide

Tutti i punti elencati sono condivisibili e giustamente votabili e da perseguire.
Sono alcuni anni che con formulazioni diverse diciamo le stesse cose, scateniamo discussioni inenarrabili e .....continuiamo ad elencare le stesse cose con frasi e parole simili.
Abbiamo avuto 4-5-6 codici dell'Amministrazione digitale che non sono stati applicati perchè si sono impantanati nei regolamenti, circolari e spiegazioni varie.
Io a questo punto propongo che sian posti in chiaro 2-3 obbiettivi ben identificati, definiti, dimensionati, fattibili, con scadenze certe e con responsabili ben identificati. Poi alla scadenza se non sono stati raggiunti se arrivi anche alla condanna penale senza facoltà di prova dei responsabili.
Riconosco che questa proposta è chiaramente dittatoriale forse anche oltre il limite della legalità, ma l'esperienza di questi ultimi 150 anni di Stato Italiano mi fanno pensare che sia l'unico mezzo per stanare il Burusaurus Rex che si annida al piano nobile di tutti i ministeri ed uffici Pubblici.

Risposta a "Concretamente vincere le sfide"

Concordo sulla dittorialità della proposta per stanare il "Burusaurus rex", ma dubito possa essere applicabile. Diverso è un altro approccio che alcune grandi amministrazioni stanno seriamente perseguendo: liberare, nel rispetto della legge, i master data (con metadati annessi) affinché risultino fruibili dove servono per come servono. Alla "dittatorialità" del provvedimento verrebbe a sostituirsi quella, più logica, del funzionamento dei vari comparti come un corpus unico.
La tecnologia è disponibile e le informazioni pure. Il "Burusaurus" verrebbe messo di fronte all'evidenza di fatti concreti che la Tecnostruttura è stata capace di produrre. Su cose non chiare di può dire "forse" per dire "no", ma di fronte alle certezze si può dire solo "SI" o "NO" e se si dice "NO" bisogna assumersi la responsabilità di averlo detto e spiegare a cittadini il perché (e non certo tramite i talk-show).

Non sarà facile, ma dobbiamo essere fiduciosi!

Luigi Sculco