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Intervista

iCity: la città si apre agli sviluppatori

Aprire le infrastrutture pubbliche digitali permettendone l'accesso a terze parti che possono usarle per sviluppare servizi di pubblico interesse. Questa la chiave del progetto iCity, di cui Barcellona è capofila, come ci spiega Joan Batlle Montserrat, responsabile della Cooperazione internazionale del City Council of Barcellona.

Obiettivo del progetto: mettere più servizi a disposizione dei cittadini grazie alla collaborazione di sviluppatori in grado di creare nuove applicazioni utili alla collettività. Il prossimo ottobre a Bologna ci sarà l'occasione per incontrare Joan Batlle Montserrat e confrontarsi con lui su questo progetto, al quale aderiscono, oltre a Barcellona, Bologna. Genova e Londra. Batlle Montserrat, infatti, interverrà come relatore a Smart City Exhibition (Bologna, 29-31 ottobre 2012). 

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Commenti

Senza oggetto come l'articolo

Barcellona e la Catalogna sono in fallimento, il che non sembra molto promettente per le smart cities.

Le crisi economiche sono un buon punto di partenza!

Credo che la strategia Smart City sia una fonte di respiro per le città in generale.. un modo per continuare! Le crisi economiche, i fallimenti, i problemi sociali non possono far smettere di investire e di credere nel futuro di una città. Ci saranno momenti difficili senza dubbio, ma arriverà il giorno in cui la Spagna si riprenderà e dovrà fare i conti con il suo "stato dell'arte"! Poi sono comunque eventi imprevedibili, o prevedibili ma di qualche decina di anni! Smart city vuol dire anche questo: rivedere tutti i sistemi di governance di una città.