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"La valorizzazione delle competenze nella PA" il video del keynote di Luca Attias
Finalmente su www.innovatv.it la registrazione integrale del key note che Luca Attias ha tenuto mercoledì 16 maggio a FORUM PA 2012.
Su www.innovatv.it sono disponibili tutte le registrazioni video e le trascrizioni automatiche di tutti gli streaming a FORUM PA 2012.
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Commenti
Luca Attias torna a FORUM PA 2013
Siamo lieti di comunicare che l'ingegner Attias sarà presente nel prossimo FORUM PA nel convegno conclusivo nel pomeriggio del 30 maggio 2013 . Il codice del convegno è ca.06. A fine settimana ll programma completo. Per ora è già possibile iscriversi on line
qui www.iniziative.forumpa.it/convegno/2013_ca.06
Vi aspettiamo
la redazione di FORUM PA
Per la redazione
Vorrei sapere se sarà possibile vedere su internet l'intervento del dott. Attias, anche non necessariamente in diretta.
grazie
Certo, poter accedere ad uno
Certo, poter accedere ad uno streaming come si deve del convegno sarebbe un bell'antidoto alla disattenzione dei nostri datori di lavoro.
Mi permetto un suggerimento, se utile ad abbattere i costi: invece di dare la diretta autentica, si potrebbe differire lo streaming di una mezz'ora rispetto all'inizio del convegno. E, a quel punto, fare upload e metterne in linea via via spezzoni consecutivi. Anche 15 minuti ciascuno, perché no ?
Mi auguro che i colleghi/e riescano a far rientrare anche questo nel budget dell'evento.
Certo, poter accedere ad uno
Certo, poter accedere ad uno streaming come si deve del convegno sarebbe un bell'antidoto alla disattenzione dei nostri datori di lavoro.
Mi permetto un suggerimento, se utile ad abbattere i costi: invece di dare la diretta autentica, si potrebbe differire lo streaming di una mezz'ora rispetto all'inizio del convegno. E, a quel punto, fare upload e metterne in linea via via spezzoni consecutivi. Anche 15 minuti ciascuno, perché no ?
Mi auguro che i colleghi/e riescano a far rientrare anche questo nel budget dell'evento.
Consiglio a tutti di andare a vedere Attias
Un anno fa ero presente ed è stato uno degli eventi più interessanti sia come contenuti che come modalità di comunicazione a cui ho partecipato nella mia vita lavorativa.
Caro ing. Attias
Se non sbaglio è la prima volta che lei si troverà ad una tavola rotonda con Ministri, Sottosegretari e deputati vari. Vedrà che sarà anche l'ultima volta tenuto conto della sincerità con cui la S.V. esprime i Suoi pensieri circa i mali del Paese e soprattutto della Pubblica Amministrazione. Per cui non Si ponga limiti, agisca senza freni, noi siamo tutti con Lei.
L’Ing. Attias è un “uomo comune”
L’Ing. Attias saprà fare la sua parte, assumendosi tutte le responsabilità derivanti dal ruolo che attualmente ricopre per la PA, Dirigente Generale. Saprà giocarsi le sue carte al meglio, anche alla luce del fatto che, secondo me, non tratterà gli stessi argomenti dello scorso anno, sarebbe un déjà-vu. Ancor più se consideriamo che la cornice composta da Ministri, Sottosegretari e Deputati non consentirà, per ovvi motivi, quello show plateale perfettamente eseguito al Forum PA 2012. Detto in termini diversi, secondo me, l’Ing. Attias esporrà con convinzione e fermezza i suoi concetti, sarà una voce credibile ed autorevole, ma credo che avrà l’intelligenza di esporli senza “suicidarsi”, in fin dei conti se esiste una remota possibilità, che dal podio offertogli dal suo ruolo possa contribuire, anche in minima parte, a che le cose cambino nel nostro Paese, non sarà certo con un atto inconsulto e forte come il “suicidio”. In tal caso sarebbe ricordato da noi tutti come un “martire” e, ritengo, questo non è il suo obiettivo. Credo piuttosto che l’Ing. Attias abbia tutta l’intenzione di dimostrare a noi tutti che è un “uomo comune” che gioca la sua partita con intelligenza e a tutto campo, e che anche noi, se lo vogliamo, possiamo emularlo. Ma per poterlo fare anche noi, così come sa fare lui, indipendentemente dal ruolo che ciascuno di noi ricopre nell’ambito della Società, dovremmo aver ben chiare nella mente quali siano le linee di confine del nostro campo di gioco e, conseguentemente, assumerci tutte le responsabilità derivanti da azioni aperte, sfrontate e a tutto campo.
Hai ragione
La grande forza dell'ingegnere è proprio quella di essere uno normale che si è ritrovato in un posto di prestigio unicamente per le sue capacità. In questo senso è un caso rarissimo, soprattutto in Pubblica Amministrazione ed è questa una delle ragioni per cui molti lo considerano una sorta di "simbolo della meritocrazia"..
Una bella occasione
Vedere insieme Mauro Bonaretti e Luca Attias circondati da Ministri e Viceministri vari credo sia un'occasione unica e anche in un certo senso un segnale di speranza.
A chi piacciono gli hot-dog ?
Avevo letto con piacere che Luca Attias avrebbe nuovamente tenuto una relazione. Forse potrò anche ascoltarla in diretta ma, al momento, non so ancora se il mio datore di lavoro riterrà utile che io od altri operai della mia amministrazione saremo tra il pubblico.
Certo, la collocazione dell'intervento, giusto al centro del corale convegno conclusivo, si presta bene a riempire la sala con l'attesa di un intervento ad effetto. Ma la partecipazione suscitata dal suo precedente discorso poteva avere un riscontro ed una concretizzazione migliore, dentro questo evento.
Come in cucina, dove un buon wurstel può dare gusto a del pane poco attraente di suo oppure venire esaltato da un buon contorno.
La classe dirigente della PA
Scusi dott. xxxxxx posso andare quest'anno al Forum PA, sa mi intreresserebbe molto soprattutto sentire l'intervento dell'ing. Attias, quello della Corte dei conti, uno dei pochi nella PA che parla di gestione delle risorse umane con competenza e che sa veramente quali sono i vantaggi che si potrebbero ottenere con la digitalizzazione. Visto che noi ci occupiamo di informatica potrebbe essere utile partecipare al suo intervento, magari se viene anche lei ?
Ma stai scherzando, quel xxxx che parla di meritocrazia, di valorizzare le competenze e addirittura di avere come modello paesi come l'Inghilterra o la Germania, ma dove pensa di essere quello. Vuole cambiare regole che sono così da 50 anni, sono tutte scemenze, se lei e i suoi colleghi volete andarci potete anche farlo ma rigorosamente in ferie.
Invidia
Anche il mio dirigente mi ha risposto più o meno così. Credo che oltre ad un problema di ignoranza, nel senso di non conoscenza, riguardo a cosa sia la gestione delle risorse umane, credo ci sia anche un profondo senso di invidia nei confronti di quei dirigenti che si dimostrano più illuminati e che di conseguenza sono più apprezzati dal personale.
Diverse percezioni
Hai ragione, secondo me quelli che più odiano il dott. Attias sono gli altri dirigenti, perchè ha reso consapevoli molti semplici impiegati che le cose possono andare diversamente da come vanno adesso. Insomma i dirigenti lo odiano, gli impiegati lo amano e i vertici istituzionali lo snobbano.
Non mi stupisce
Per un dirigente illuminato in Pubblica Amministrazione ce ne sono 100 incapaci e nullafacenti.
Una domanda
Purtroppo nel periodo del prossimo forum PA sarò furi dall'Italia. Sarà possibile seguire in streaming anche quest'anno gli interventi ed in particolare quello dell'ing. Attias.
grazie
ho paura che quest'anno non
ho paura che quest'anno non ci siano i piccioli
Un suggerimento per l'ing. Attias
Egregio ingegnere lei che lavora in una magistratura mi comprenderà sicuramente. Io lavoro presso il Ministero della Giustizia e l'ingerenza della clesse Magistratuale sulle attività amministrative e in particolare informatiche è insopportabile. Le chiederei se possibile nel suo intervento al forum di chiedere il rispetto dei ruoli e soprattutto delle competenze. Ci tengo ad affermare che la mia richiesta non mira ad aspetti di tipo personale ma è solamente finalizzata ad ottenere una maggiore efficienza nella PA.
grazie
Condivido in pieno
le tue sono parole sante, ogni tribunale ha la propria informatica personale, con il risultato che non c'è standardizzazione, si spengono quantità enormi di soldi e non si integrano i dati.
Imperdibile !
Imperdibile !
Sono d'accordo con Paolo
Vedrete che al di la di tutti i Ministri che interverranno sarà la presenza dell'ing. Attias a far schizzare il numero di adesioni.
Congratulazioni
Se lo inseriscono nel convegno conclusivo vuol dire che ha fatto veramente carriera. Mi sembra un ottimo segnale, significa che anche in Italia ogni tanto qualcuno in gamba ce la fa.
ma perchè inglese ?
ero convinta fosse italiano, peccato speravo che avessimo almeno un dirigente preparato invece scopro che pure lui è straniero.
Ho idea che sia colpa del
Ho idea che sia colpa del correttore automatico di word che ha sostituito ing. con inglese. Sono comunque molto contento di per vedere di nuovo all'opera quel fenomeno di Attias sia che sia ingegnere o che sia inglese.
effettivamente è nato e
effettivamente è nato e cresciuto a Roma, mah forse si tratta di una battuta !
Io non mi sarei fidata
Guardate che è uno pericoloso, è uno che dice la verità, e quanti sono quelli che la dicono in Italia ?
Vediamo se anche davanti alla
Vediamo se anche davanti alla platea altisonanate del convegno conclusivo (magari ci sara pure Letta con Dalia) avrà il coraggio di esprimere le sue scomode verità.
Vacci piano Luca
Altrimenti è la volta buona che ti cacciano
Questa volta veniamo con gli
Questa volta veniamo con gli striscioni
Gentile dott. Sismondi,
Gentile dott. Sismondi,
ho letto il Suo interessante (come sempre) articolo il Topo che mangiava i gatti dove sono elencate una serie di considerazioni che dovrebbero essere scontate in qualsiasi paese ma che in Italia diventano sfortunatamente innovazione.
In questo ambito ha giustamente ricordato le interviste e il keynote dell'ing. Attias e il blog che si è generato a partire da esse. In tutto ciò quello che mi sconforta di più è che dalla prima intervista ad Attias sono passati 5 anni, 4 anni e mezzo dal famoso messaggio di AS73 (o qualcosa del genere) su cui lei scrisse un articolo altrettanto interessante è non rilevo che tutti quei buoni propositi siano stati messi in pratica neppure in una minima percentuale.
E' una triste considerazione che baso sulla mia personale esperienza.
Lavoro in una grande azienda d'informatica e sono 8 anni che mi occupo di Pubblica Amministrazione. Tra i i primi dirigenti che ho avuto la fortuna di conoscere c'era proprio Luca Attias ed effettivamente mi ero illuso che stesse arrivando una ventata di novità e di competenza presso le Pubbliche Amministrazioni. Oggi come oggi registro che l'ingegnere della Corte dei conti è un caso atipico e isolato che mi ha illuso, ho incontrato centinaia di dirigenti e direttori generali per lo più incompetenti nella materia, ma in generale incapaci di fare quel mestiere, il dramma è che molti sono giovani e sovente scopro che sono figli o comunque parenti o amici del potente di turno.
Ho maturato in questi anni la triste consapevolezza che l'Italia abbia imboccato una strada senza via d'uscita ma, ancora più tristemente, anche una strada dalla quale non riesce a tornare indietro.
Volendo continuare a lavorare preferisco restare anonimo.
Con stima
.
Disamina tristissima ma
Disamina tristissima ma ineccepibile
Grandioso
La perfomance dell'ing. Attias è una delle cose più interessanti che ho visto nella mia vita lavorativa. Dovrebbe essere proiettata in tutte le università che tengono corsi di management, si impara più in questa mezz'ora che in anni di collaborazioni con manager incapaci.
Caos
Quello che ha sempre sostenuto l'ing. Attias sull'Italia si sta materializzando in tutta la sua drammaticità.
Suggerimento
Chi apprezza le interviste a Luca Attias non può che apprezzare l'art. di Mauro Bonaretti: "La parabola del cotechino" all'interno del sito del Forum PA.:
Sogno
Mi piacerebbe vedere un giorno che il dott. Bonaretti è diventato Ministro della Funzione Pubblica e l'ing. Attias Ministro dell'Informatizzazione (DUE MINISTERI DIVERSI !), significherebbe che siamo diventati un Paese normale.
Nel frattempo Mauro Bonaretti
Nel frattempo Mauro Bonaretti è diventato capo di gabinetto di un bravo Ministro, è già un buon segno.
Siamo alle solite
A proposito chi si occuperà di informatizzazione nel nuovo governo ? Mha forse non è considerata una leva importante per modernizzare il paese ............
e che pensi di essere in Svezia
ci ritroveremo qualche politicante intrallazzatore ad occuparsi presso la funzione pubblica di gestione risorse umane e qualche professore o magistrato esperto di diritto a gestire l'informatizzazione della cosa pubblica.
Mi trovo perfettamente
Mi trovo perfettamente d'accordo con te Alessandra, ma temo, purtroppo, che ciò non accadrà mai.
Corruzione
è più efficace il solo intervento di Attias al forum PA per combattere la corruzione in Italia che tutto il nulla costruito dalla politica (cinque stelle in testa)
Se ne è andato il grande Pietro Mennea
Il cui valore, meritocraticamente parlando, è stato evidenziato anche nell'intervento dell'ing. Attias, mi pareva giusto sottolinearlo.
E' morto Pietro Mennea, il più grande velocista della storia dell'atletica italiana, primatista mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72, tutt'ora record europeo, medaglia d'oro nella specialità alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Nato a Barletta il 28 giugno 1952, era da tempo malato. Avvocato (era laureato anche in Scienze politiche, Scienze motorie e Lettere) è stato anche eurodeputato dal 1999 al 2004. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, "appresa la notizia telefonicamente mentre era in viaggio verso Milano, ha deciso di annullare gli impegni istituzionali e di far rientro a Roma. Nel pomeriggio sarà allestita la camera ardente al Coni". Mennea, nella sua straordinaria carriera, è stato il primo atleta al mondo a riuscire nell'impresa di arrivare in finale ai Giochi olimpici in quattro edizioni consecutive (da Monaco '72 a Los Angeles '84). Ha conquistato un oro e due bronzi olimpici, un argento e un bronzo ai Mondiali, tre medaglie d'oro, due d'argento e una di bronzo ai campionati europei. Il suo 19"72 sui 200 è ancora record europeo e naturalmente italiano. Così come resiste il suo primato nazionale di 10"01sui 100 metri, stabilito sempre nel suo anno d'oro, il 1979.
La meritocrazia in Italia
L'Italia non mi ha dato spazio. Qui c'è una mentalità piena di invidia e di gelosie per chi con merito sale in alto. Nessuno usa il successo altrui come vanto di tutti.
Pietro Mennea
Ringrazio l'ing Attias per
Ringrazio l'ing Attias per aver inserito nelle sue slide Pietro Mennea come figura rappresentativa di un'Italia di valore riconosciuto.
l'insegnamento di Pietro
campionati europei indoor del 1978, all'allora Palazzone di San Siro. Pietro fece i 400 metri, che al coperto sono su due giri. Dopo il primo giro fu urtato e buttato fuori pista. Sembrava che assolutamente non potesse farcela a vincere; era quello il suo obiettivo minimo, e sembrava finita. Invece, lui fece un giro molto più largo di quello che doveva fare e stravinse. Fu la dimostrazione e la parabola di quello che fu lo sport per lui: farsi avanti e far valere lo spirito indomito dell'uomo del Sud. Contro tutti, contro tutte le difficoltà. Ce ne fossero oggi di italiani così.
Una morale diversa
Non ci sarà più un record come il mio, non in Italia, e non perché non possano nascere campioni. Ma oggi c’è una società e una morale diversa, che rifiuta tutto quello che io ho rappresentato. Io allenavo la fatica con l’allenamento.
Pietro Mennea
Confermo
Con un linguaggio comprensibile a chiunque si sviluppa una vera e propria lezione di alto management. Altro che i corsi della Scuola Superiore.
Domanda
Ma a chi darà la sua preferenza oggi l'ing. Attias ?
La corruzione culturale
Chi conosce Luca Attias sa che il suo è un giudizio molto severo su quanto sia marcia la nostra cara Italia. Credo sia stata la prima persona ad utilizzare con grande lucidità e drammaticità il termine "corruzione culturale". I risultati delle elezioni non fanno altro che confermare quanto da Attias più volte affermato e cioè che non esiste una parte sana del paese ma esistono solo persone sane (poche ma esistono). Non credo potesse accadere in nessun paese civile dopo quello che è successo negli ultimi anni che il PDL e la Lega potessero arrivare al 30% dei voti, non si possono raggiungere queste cifre con il solo voto di scambio. L'Italia purtroppo non è più un posto dove si possono crescere serenamente i propri figli.
Le sorti dell'Italia
Il dilemma di oggi è che se il Movimento 5 stelle si allea con il PD, Casaleggio lascia il movimento. Insomma le sorti dell'Italia dopo essere passate negli ultimi anni per una serie di geni come Bertinotti, Mastella, De Gregorio, Razzi, Scillipoti ora sono affidate a Casleggio.Il numero di patologie di questo paese, che si nascondono dietro questa semplice frase, sconvolgerebbe anche Avogadro.
Il coraggio della solitudine
Chi adotta il metodo minimalista non crede che lo Stato possa molto, per curare la democrazia malata o attenuare la povertà sociale. Quel che gli importa, è preservare una chiusa élite (di esperti politici, di tecnici) che prenderà decisioni senza curarsi se funzionino, convinta com'è che i piani di austerità daranno ineluttabilmente frutti anche se immiseriscono popoli interi.
Barbara Spinelli
Non che i 10 saggi di Napolitano siano tanto meglio
come ci siamo ridotti !
Non riesco a capire
Capisco il voto a Monti (l'Europa, il salvataggio del paese), capisco il voto al centrosinistra (il PD è ormai di fatto l'unico partito che esiste), capisco il voto a Grillo (la protesta è sacrosanta), ma il voto al centrodestra (Berlusconi, Storace, Polverini, Minzolini, Scillipoti, Gelmini, Formigoni, Verdini, Capezzone, la lega ...............) va fuori della comprensione umana.
Corruzione
Non c'è molto da capire Rossella, la comunità internazionale ci indica al 72esimo posto tra i paesi meno corrotti, probabilmente trattandoci troppo bene. Tenuto conto che l'Italia è oggettivamente un paese ricco e avanzato per molti versi il dato è terrificante.
Ieri a Roma c'è stata una violenta rapina a cui hanno partecipato un ex brigatista rosso (morto nella sparatoria) e due neofascisti (di cui un ex terrorista) ecco questa è l'Italia non siamo seri e coerenti neppure quando facciamo le rapine.
Esiste una sola forma di difesa
Esiste una sola forma di difesa insegnare l'inglese ai propri figli, dargli gli strumenti per potersi trasferire al più presto fuori dall'Italia, in un paese più civile, più o meno oggi come oggi va bene qualsiasi paese.
Noi italiani non abbiamo
Noi italiani non abbiamo bisogno di questo pessimismo di una sinistra che oramai non convince più nessuno.
Gli italiani sanno benissimo chi è stato a mettere l'IMU e chi l'ha tolta.
Il quadro è chiaro
La locuzione "corruzione culturale" è terribile e drammaticamente azzeccata. Quel 30% alla coalizione di centro destra è frutto di persone prive di qualsiasi senso civico e di moralità il cui obiettivo nella vita è avere successo fregando il prossimo. A questo va aggiunto che anche negli altri schieramenti c'è una presenza significativa (anche se molto più contenuta) di questa tipologia. Lo scenario è da brivido.
Hai ragione
Non c'è altra possibilità che espatriare
Bravo
Analisi di grande lucidità.
Ecco cosa cerca di far capire l'ing. Attias
Italia tra i peggiori d'Europa in tema di corruzione, in compagnia di Bulgaria e Grecia e, a livello mondiale, a braccetto con la Tunisia e dietro il Ghana. L'indice di Transparency International (associazione non governativa e no profit) che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico e politico a livello globale sparge sale sulle ferite dell'Italia, collocata al 72esimo posto su 174 nel mondo, con un punteggio di 42 su 100. Corruzione, opacità, scarsi livelli di integrità, uniti a deboli sistemi di controllo e valutazione non comportano "solamente" una mancanza di moralità ed eticità nella governance del Paese, ma hanno un impatto negativo devastante sull'economia e "la credibilità dell'intero sistema Paese", secondo il rapporto presentato oggi a Milano. Roma perde tre posizioni rispetto all'anno scorso, né può consolare che il nostro Paese abbia un livello di corruzione equivalente a quello della Tunisia (41 punti), mentre la Grecia (che perde 14 posizioni) eguaglia la Colombia. Anche il Ghana fa meglio di noi con 45 punti, mentre va peggio in Russia (con 28 punti). Lo studio nota anche che la corruzione colpisce "in quei Paesi più affetti" dalla crisi economica e finanziaria, mentre quelli meno colpiti, come Germania e Francia, si piazzano rispettivamente al 13/o e al 22/o posto, con punteggi superiori a 70. Italia, quindi, impietosamente sul fondo della classifica europea della trasparenza, con la spiacevole compagnia di Bulgaria e Grecia e con un voto ben lontano dalla sufficienza e da quelli di Paesi ritenuti più etici: Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda (tutti e tre con un voto di 90/100). Trasparency ricorda come la Corte dei Conti abbia stimato che ogni punto in meno nell'indice "pesa in maniera grave sugli investimenti esteri, che fuggono anche a causa dell'indeterminatezza e opacità delle regole". Da qui la raccomandazione del presidente dell'associazione in Italia, Maria Teresa Brassiolo: "Il Governo presente e quelli futuri dovranno mantenere l'anticorruzione in cima alla loro agenda politica. Non siamo solo noi addetti del mestiere a richiederlo, ma i cittadini e le imprese che non ne possono più di veder distrutto il frutto del loro lavoro per corruzione o negligenza nell'uso delle risorse pubbliche". Perché gli italiani, "pur mostrando una sfiducia dilagante nell'operato della politica e, in particolar modo, dei partiti, richiedono allo stesso tempo un rinnovato impegno per riformare e modernizzare il Paese sui pilastri della legalità, della trasparenza e della responsabilità". Sono necessarie, quindi, nuove regole etiche alle quali Transparency International Italia chiede "l'adesione dei futuri candidati alle elezioni politiche regionali, nazionali ed europee". Regole che "si inseriscono in un processo di costruzione di una classe politica europea già in atto". Non tutto è perduto, però, se è vero che, per l'associazione, "i cittadini si sentono protagonisti del contrasto alla corruzione". "Che sia la sfiducia nelle istituzioni o un ritrovato senso civico - sottolinea Transparency - alla domanda su chi debba essere il leader della lotta alla corruzione, quasi il 30% risponde i cittadini; seguono il Governo (25%) e, molto distante, la magistratura (14%).
Claudio Bisio
Sicuramente qualcuno di voi ha visto l'intervento di Claudio Bisio al festival di Sanremo. Si è trattato di un intervento molto politico, più politico di quello di Crozza. I contenuti drammaticamente veri del suo intervento mi hanno ricordato per moilti aspetti le interviste dell'ing. Attias. Il problema non sono i politici in se, il problema siamo noi e non siamo noi solo nella politica e nella scelta dei nostri rappresentanti, siamo noi nella scuola, nella sanità, nella giustizia, nel lavoro. Se si dovesse solo cambiare i politici sarebbe forse possibile riuscire a cambiare questo paese, cambiare 60 milioni di italiani (NESSUNO ESCLUSO !) è impresa proibitiva.
Il monitificio
di Massimo Gramellini
Saranno piovute anche a casa vostra le immagini arabescate dei tg sull’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, la magistratura che ha il compito di fare le bucce ai bilanci dello Stato. Un rito che il potere mette in scena ogni primo martedì di febbraio. In un’aula stipata di giudici spagnolescamente agghindati, alla presenza delle Gentili Autorità e di carabinieri muniti di pennacchio, un giudice più agghindato degli altri, il Presidente, pronuncia discorsi solenni in una lingua arcaica e sovrabbondante, la cui sintesi è: facciamo schifo. La corruzione ha raggiunto livelli sistemici (gli incorruttibili vengono ormai additati nei corridoi dei ministeri come anime bizzarre), le imprese sono strangolate da mazzette e mancati pagamenti, il lavoro è soffocato da tasse e austerità, le famiglie boccheggiano.
Un ritratto della nazione che, liberato dalle sue bardature linguistiche, potrebbe essere stato scritto da un rivoluzionario con dolori alla cistifellea o più banalmente da chiunque di noi, ma che contrasta col contesto parrucchiforme in cui viene declamato. Ogni anno, al termine del discorso, mi aspetto sempre che il Presidente ordini ai carabinieri col pennacchio di arrestare parecchie delle persone sedute nelle prime file, sicure corresponsabili del disastro. Invece il fustigatore si limita ad auspicare una presa di coscienza che il quadro appena delineato rende necessaria e addirittura impellente, eccetera. A quel punto gli accusati applaudono l’accusatore e poi tutti vanno a pranzo perché si è fatta una cert’ora. Anche ieri. Se stanotte mi verrà un incubo, sarà a forma di monito.
Anche Giannino ha fatto la sua porca figura
e pensare che era l'unico che aveva basato tutto sulla serietà. In Italia la serietà non esiste !
Almeno lui si è dimesso
Almeno lui si è dimesso immediatamente. Berlusconi di balle ne racconta decine al giorno e gli italiani continuano a votarlo.
Necessità di modernizzazione
L'Inghilterra è fortemente legata alle proprie tradizioni ma non fa si che ciò condizioni la modernizzazione del paese. Noi alle tradizioni siamo meno legati ma le utilizziamo per evitare di uscire la Medioevo. Le caste sono sempre più potenti e intoccabili e la magistratura non è certo una eccezione. Ci ricordiamo di essere italiani solo per dare addosso agli extracomunitari e ce ne dimentichiamo immediatamente per dare addosso ai concittadini di altre regioni. Oramai siamo quasi l'ultimo baluardo europeo dove le coppie di fatto non sono riconosciute e gli omosessuali sono "contro natura". Il Papa che si dimette, anche se siamo in un altro Stato, è l'unica vera novità da 15 anni a questa parte, è successo ieri, ci da quindi un pò di ottimismo.
Alla faccia dell'ottimismo
Certo se l'unica cosa che ci fa essere un pò ottimisti sono le dimissioni del Papa allora stiamo veramente messi male.
Parlando di corruzione
Ma qualcuno pensa veramente che la Corte dei conti ne sia esente ? Provate a digitare su google il nome Antonello Colosimo e vedrete cosa uscirà.
Quando in un paese la
Quando in un paese la magistratura è corrotta e politicizzata, ed è innegabile che una buona parte della nostra magistratura sia tale, bisogna, se possibile, lasciare quel paese. So di dire una cosa forte ma sono convinta che il cattivo funzionamento della giustizia abbia favorito anche il drammatico ventennio berlusconiano che abbiamo vissuto.
Che schifo
E questi sono i magistrati che ci dovrebbero salvare dalla corruzione negli enti locali.
Grande
C'è da domandarsi come faccia uno come Luca Attias a lavorare li dentro.
Magari fossimo settantaduesimi
Ho appena finito di vedere l'intervento del dott. Attias segnalatomi da una mia amica. Nel complimentarmi sia per l'esposizione da showman che per i contenuti originali e innovativi, voglio rispondere a Francesca, sottolineando una delle parti più drammatiche dell'intervento. Il settantaduesimo posto dell'Italia rispecchia solo i parametri standard della corruzzione (per esempio la criminalità organizzata) ma Attias sottolinea quanto la classe dirigente italiana sia costituita da veri e propri professionisti delle corruzione. L'ingegnere, categorizzando i tipi di corruzione, evidenzia che in questo brutto mestiere siamo di fatto dei campioni del mondo. Non c'è bisogno di prendere mazzette per essere corrotti ci sono tante altre possibilità meno rischiose e altrettanto redditizie. In questo senso il settantaduesimo posto ci va sicuramente stretto, insomma, secondo me, la situazione è decisamente peggiore di quella che tu riporti Francesca.
La carriera in Italia
Quelli che Attias definisce i professionisti della corruzione culturale sono purtroppo proprio quelli che fanno carriera in Italia. Il loro lavoro quotidiano non è quello per cui sono stati assunti ma è specificatamente occuparsi della propria scalata al potere. Credo che tutti ci siamo imbattuti troppe volte in questi personaggi nel corso della nostra vita lavorativa.