Editoriale
Corruzione nella PA: un flagello contro cui proprio non si può fare nulla?
Tre segnali importanti nella frustrante e (per ora) infruttuosa lotta alla corruzione nell’apparato pubblico che affligge il nostro Paese e lo condanna, tra l’altro, alla marginalità nell’attrazione degli investimenti stranieri. Eccoli: una classifica mondiale in cui stiamo sempre peggio, un sostanziale congelamento dell’azione del legislatore e dell’esecutivo e, da ultimo per ridarci un po’ di speranza, una nuova attenzione al tema da parte del Ministro della Giustizia Paola Severino.
FORUM PA, che ha messo al centro della sua attività proprio il tema dell’Open Government e della trasparenza, lancerà all’inizio dell’anno prossimo una ricerca/sondaggio su questo tema e sulle sue possibili soluzioni nella sua community. Intanto guardiamo un po’ meglio cosa è successo.
Il primo segnale è di pochi giorni fa ed è sconfortante: al 63° posto nel 2009, al 67° nel 2010 l’Italia scivola al 69° posto tra i 182 Paesi per cui “Trasparency International”, l’organizzazione mondiale contro la corruzione con sede a Berlino, calcola l’Indice di percezione della Corruzione (CPI – leggete lì anche il comunicato stampa della sezione italiana). Inutile dire che siamo di gran lunga all’ultimo posto tra i Paesi più industrializzati e quart’ultimi nell’Europa a 27 prima solo di Grecia, Bulgaria e Romania.
Transparency International, ha pubblicato a novembre anche il B.P.I. [Bribe Payers Index] l’’Indice di Propensione alla Corruzione” che evidenzia la graduatoria dei Paesi corruttori tra le principali nazioni esportatrici. Il BPI colloca l’Italia a metà della classifica di 28 tra i maggiori esportatori mondiali, ma in posizione decisamente inferiore ai migliori e all’ultimo posto tra i Paesi europei.
Il secondo segnale è dato dall’ennesimo rinvio nell’esame della legge anticorruzione che, dopo essere stata presentata con grande enfasi dal Governo Berlusconi all’inizio di maggio 2010 ed essere stato approvato al Senato dopo più di un anno il 15 giugno 2011, è ancora ferma nelle Commissione Giustizia e Affari Costituzionali alla Camera. Nell’ultima seduta il Governo ha chiesto un po’ di tempo per esaminare gli emendamenti e, necessariamente vista la sua recente nascita, gli è stato concesso. Vedremo che succederà, ma intanto non possiamo non ricordare che anche l’azione dell’esecutivo è in sostanza in stallo. Dopo l’abolizione dell’Alto Commissario la funzione è passata al Dipartimento della Funzione Pubblica con il SAeT (Servizio Anticorruzione e Trasparenza). Se guardiamo il sito di questo organismo (www.anticorruzione.it) scopriamo che l’ultima attività lì descritta è dello scorso maggio, l’ultima convenzione è di più di un anno fa, l’organigramma pubblicato non è attuale. Insomma quel che un osservatore ne trae è l’impressione di una stasi pressoché completa.
In realtà è un’impressione solo parzialmente vera perché l’organismo europeo contro la corruzione “GRECO – Group d’Etats contre la corruption” dà atto in un recente documento (che vi raccomando caldamente, purtroppo solo in inglese o francese, e che trovate qui) che molte delle osservazioni fatte dallo stesso organismo sono state prese in considerazione. Rimangono però, come vedrete, dei buchi enormi nel campo dell’informazione, del codice di comportamento, del conflitto di interessi (!), della adesione agli strumenti internazionali per la lotta alla corruzione, della protezione di chi denuncia gli atti illeciti.
L’organismo conclude che “ le autorità devono fare maggiori sforzi per far passare in modo efficace, presso il rande pubblico, il messaggio di una tolleranza zero riguardo all’impunità in materia di corruzione, questo messaggio deve potersi appoggiare su misure concrete e risolute”
Infine la buona (speriamo) notizia. In una recente intervista su Repubblica il nuovo Guardasigilli Paola Severino, si è espressa chiaramente per la necessità di una più incisiva azione, anche legislativa, contro la corruzione sia nel settore pubblico, sia nel settore privato. Speriamo sia la volta buona perché la lettura incrociata che leggiamo oggi nel dossier pubblicato sull’edizione online de “La Repubblica” è veramente impressionante già nel titolo “Corruzione: cancro da 60 miliardi. “
Di fronte a questa piaga biblica, contro cui ogni lotta sembra vana, anche noi di FORUM PA vogliamo prendere posizione. Come vi accennavo all’inizio di questo mio editoriale, partiremo all’inizio dell’anno con un sondaggio/ricerca aperto a tutta la nostra community . Dopo la diffusione dei risultati apriremo una discussione sui rimedi concreti, legislativi, organizzativi e comportamentali per ribellarci a questa che tra tutte le ingiustizie è una delle più odiose.
Con questo proposito vi auguro un Buon Natale e un anno sereno: questo è infatti l’ultimo editoriale per il 2011. Ho trovato una frase di Lewis Carrol, quello di Alice nel paese delle Meraviglie, che mi sembra adatta per quel che ci aspetta nel 2012 e che vi lascio come saluto. La dice la Regina ad Alice nel libro “Attraverso lo specchio”:
"Ora...ecco, vedi, ci vuole tutta la velocità di cui sei capace per restare nello stesso posto. Se vuoi arrivare in qualche altro posto, invece, devi correre almeno due volte di più."
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Commenti
OO.PP. inutili = corruzione+ spreco di danaro pubblico
La stragrande maggioranza delle OO.PP. rimangono incompiute e se compiute stentano ad andare in funzione per mancanza di risorse per la gestione. Infrastrutture pensate e progettate senza un reale e serio piano di manutenzione per la sostenibilità dell'intervento. L' Autorità di Vigilanza non ha mai attivato controlli in tal senso, attraverso attività di monitoraggio sulle programmazioni pluriennali degli Enti Pubblici. Le OO.PP. svettano nella classifica dei n.10 grandi sprechi della P.A. (Rapporto Università Cattolica di Milano sulla riforma fiscale dedicato alla spesa pubblica a cura del prof. Piero Giarda oggi Ministro della Repubblica)
Statistiche e "corsi e ricorsi"? SPERANZA!
Si leggono tante statistiche e tanti annunci "quotidianamente" tipo:
"I giudici di Palazzo Spada reputano “inaccoglibili” le domande di ammissione con riserva. Però ammettono possibili vizi di legittimità nella fase preselettiva incentrata sui quiz a risposta multipla: se ciò venisse accertato, in sede di decisione nel merito, determinerebbe l’effetto demolitorio dell’intera procedura. Facendo morire “Sansone con tutti i filistei”…
Per noi "ecumenici" la questione assume una prospettiva diversa?
Noi dobbiamo RI-NASCERE TUTTI, altro che morti.
QUALCUNO E' GIA' MORTO E RISORTO PER TUTTI NOI, ricordate?
Le domande potrebbero essere allora:
Vogliamo continuare ad implementare lo stile di "leadership politico" o cerchiamo VALUTAZIONI che afferiscono alle SCIENZE DELL' "EDUCATION" (e.g. "Passaggio Cognitivismo costruttivismo").
Il CONSIGLIO DI STATO non sta dimostrando saggezza o qualcuno non vuole riconoscere questi messaggi di POSITIVITA' (ad esempio)?
Parliamo adesso di SPERANZA:
C'è un'Italia che ha già incontrato anche il Presidente (ad esempio) e che opera anche "dietro le quinte" o "le luci della ribalta" e che DESIDERA IL BENE COMUNE (RIF. MEETING RIMINI 2011"), tutti invitati!
E i tanti VOLONTARI nel mondo?
Esistono i volontari anche nella PA, che agiscono nell'anonimato?
E nel NO-PROFIT?
Ad maiora
Corruzione nella P.A.
Buongiorno sig. Sismondi, ho avuto modo di ascoltare, nella giornata di ieri 21 dicembre 2011, numerosi commenti sulla graduatoria di cui tratta, tra l'altro, il suo editoriale (parlo dei commenti sui mass media ed anche di quelli di amici e parenti) e devo dirle che sono rimasto, in generale, piuttosto amareggiato dal fatto che nessuno, o quasi, ha citato ovvero è a conoscenza le fonti e del metodo di raccolta dei dati che hanno portato ad attribuire all'Italia la poco inviadiabile posizione posizione nella graduatoria in questione. Tant'è che la stessa TI-it (Trasparency International - Italia) nel testo dell'articolo CPI 2011:Italia (www.trasparency.it) nel citare il dato della "percezione della corruzione" indica , cito testualmente:""...la società civile si uniscano e lavorino insieme per raggiungere un obiettivo preciso: abbattere il livello di corruzione nel nostro Paese""". Il commento lascia ad intendere che il dato si riferisce effettivamente ad un aumento del livello di corruzione in Italia. le fonti, per quanto genericamente, sono citate nelle risposte alle FAQ, in cui viene indicato che il dato di risulta è un dato composito che viene tratto da sondaggi (non si indicano la natura del campione ne la sua consistenza), composto da, cito testualmente:""" ... istituzioni affidabili ed esperti che vivono e lavorano nei Paesi e nei terrotori valutati". Viene da se che, con ongi probabilità, i dati di origine sono proiezioni stataistiche di organismi nazionali ed internazionali ad indirizzo economico-finanziario e, probabilmente, giornalisti e imprenditori. Tutto questo rende effettivamente l'idea di una percezione che tuttavia, secondo il mio modesto parere:
-non può e non deve essere inteso come indice assoluto di un aumento della corruzione;
-non riflette il parere dell'uomo della strada, la cui opinione è quella cd. "di massa" che può dare l'idea della percezione del cittadino.
Sarebbe stato magari interessante, a livello nazionale ovviamente, abbinare i questionari per il censimento ad uno riguardante il livello di gradimento dei servizi della PA (specificando magari locale ovvero nazionale) e la percezione del livello di corruzione, magari con riferimento alla percezione dell'azione di contrasto. Sappiamo già, in linea di massima, quali sarebbero le risposte, con buona pace del presidente del TI-IT che, purtroppo, non ci dice nulla di nuovo.
A questo proposito mi corre l'obbligo di citare il commento del giornalista Davide Giacalone, che, nel suo intervento quotidiano delle ore 07.15 su RTL 102.5, proprio ieri, considerava il fatto che siffatte notizie, date in tal modo, non fanno altro che generare ulteriore allarmismo; dal canto mio aggiungo che ciò fomenta, inutilmente, il già alto senso generale di frustrazione dei cittadini e la diffusa sfiducia nei confronti dell'apparato statale tutto. Il discorso è ovviamente lungo e complesso e passa inevitabilmente per la considerazione delle azioni legislative compiute/omesse e non è questa certo la sede adatta. Mi piacerebbe solamente che si uscisse, ogni tanto, dal consueto format del Paese di serie "C", fanalino di coda dell'Europa e non solo. Siamo un Paese che ha indubbiamente dei problemi, che tutti noi conosciamo bene, anzi benissimo, ma non abbiamo bisogno del cilicio, semmai di qualcuno che ci insegni e a fare "testuggine" (nel senso delle fomazione militare degli esetrciti dell'antica Roma) con forza, onestà e coesione nazionale, dimostrate con l'esempio quotidiano.