Intervista
Pierluigi Ridolfi spiega il Nuovo Codice della PA digitale
Pierluigi Ridolfi è uno tra i massimi esperti di digitalizzazione dei processi amministrativi in Italia. Tra i primi componenti dell’AIPA, poi CNIPA e oggi DigitPA, ha preso parte alla stesura della prima versione del CAD - Codice dell’Amministrazione Digitale, del 2005.
Recentemente, per SIAV Academy, la Fondazione di cui fa parte in qualità di Presidente del Comitato Scientifico, ha pubblicato la "Minigrafia” [la minigrafia è disponibile gratuitamente sul sito di SIAV] dedicata al testo del CAD “novellato” dal decreto legislativo n. 235/2010, un interessante compendio che, tra le altre cose, mette a confronto il vecchio testo con il nuovo, evidenziando i punti in cui il legislatore è intervenuto per cambiare la norma, cancellare articoli o aggiungerne di nuovi.
Chi meglio di lui poteva spiegarci da vicino cosa cambia per le amministrazioni e, soprattutto per i cittadini e le imprese?
Il documento digitale: cosa cambia rispetto alla trasformazione di un documento cartaceo in digitale? In che modo le aziende possono certificarne la validità?
Il disaster recovery: tra le vere novità del CAD c'è quella di rendere obbligatoria una struttura di disaster recovery per tutte le amministrazioni pubbliche.
Comunicazioni tra pa e cittadini e imprese: La grande novità del cad su questo punto è che tutto ciò che arriva alla casella di Posta Elettronica Certificata di un'amministrazione deve essere protocollato, anche se rimane qualche dubbio che dovrà essere risolto dalle regole tecniche e dall'esperienza.
I dispositivi di firma digitale: il codice introduce un nuovo dispositivo di firma elettronica, aumentando a tre quelli con validità giuridica. Ridolfi non manca di esprimere il suo dissenso rispetto a questa modifica.

















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