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Cosa si può fare con l’open government: un esempio da Londra
Londra è la prima capitale europea ad aver obbligato gli uffici dell’amministrazione locale a rilasciare in formato fruibile da terzi, la maggior parte dei dati in proprio possesso, compresa ogni voce di spesa superiore alle 500 sterline. Tutti i dati andranno ad alimentare un gigantesco database, il London Datastore messo a disposizione gratuita di chiunque intenda sviluppare servizi per i cittadini
Il perché alla base di questa decisione è semplice e lo si capisce molto bene dalla dichiarazione rilasciata al Guardian dalla Greater London Authority (l’ente che amministra il territorio della “grande Londra” nelle immediate vicinanze della Capitale) “Si tratta di una grande opportunità per una forma di governo realmente aperto. Lavorando insieme le amministrazioni pubbliche (centrale, regionale e locale) e comunità di creativi e sviluppatori possono cominciare a dare forma ad una nuova democrazia trasparente pensata per il benessere dei cittadini”.
Un primo risultato di questa operazione è già disponibile e si tratta di un servizio attraverso cui è possibile rintracciare la posizione in tempo reale di ogni convoglio della metropolitana su di una mappa on line. Un’applicazione gratuita, realizzata dallo sviluppatore Matthew Somerville grazie ai dati messi a disposizione da Transport for London che ha generato un tale interesse da fare centuplicare gli accessi in pochissime settimane causando anche qualche problema. Dalle 180.000 richieste iniziali, infatti, il traffico diretto verso l’applicazione di Somerville è salito a 10 milioni di hit alla settimana sommergendo i server e costringendo TfL a sospendere momentaneamente il servizio.
Una vera e propria rivoluzione del modo di pensare i servizi della pubblica amministrazione on line, dunque, per agevolare la quale la Greater London Authority ha fornito anche qualche indicazione informale:
1) Non affidarsi a grandi consulenze per rilasciare i dati in formato aperto, ma “buttarsi”, nella convinzione che la comunità degli sviluppatori è più organizzata di qualunque società di consulenza e probabilmente riuscirà ad utilizzare i dati rilasciati, in qualunque formato essi siano.
2) Non partire da zero, ma sfruttare gli esempi e l’esperienza delle altre amministrazioni che già ci sono e sono documentati sul London Datastore.
3) Non limitarsi a pubblicare i dati una tantum, ma considerare l’alimentazione del database come un compito istituzionale da controllare continuamente.
Consigli che ci sembrano universalmente utili e che pubblichiamo volentieri, nella speranza che parlare di certi argomenti possa far arrivare alle orecchie dei decisori la notizia che innovare veramente la pubblica amministrazione on line è possibile e - se si sfrutta la potenza diffusa della rete - non ha costi esorbitanti.
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