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Quali leggi sono ingiuste? Continua l'avanzata della Gran Bretagna verso l'e-democracy
Il Governo Inglese sembra ormai aver sposato la scelta di dare maggior potere al cittadino, attraverso l'utilizzo degli strumenti web che permettono una maggiore partecipazione della popolazione alle scelte politiche ed amministrative. Non era ancora terminato il clamore nato intorno al sito "Spending Challenge" presentato dal Primo Ministro Cameron la scorsa settimana che, a pochi giorni di distanza, il Vice Premier Nick Clegg, ha annunciato un'altra iniziativa pensata per chiedere ai cittadini quali siano le leggi inutili o ingiuste da eliminare.
YourFreedom, questo il nome del sito web dedicato all'iniziativa, sarà un portale attraverso il quale gli Inglesi potranno chiedere l'abolizione di leggi ingiuste o che ritengono vessatorie. Una sorta di referendum abrogativo permanente alimentato dalla forza della rete e della partecipazione di massa.
In particolare Clegg, leader dei Liberaldemocratici, ha dichiarato di voler stimolare nuove idee per ridurre la burocrazia e per proteggere le libertà civili nel Regno Unito, così come previsto dal programma elettorale del suo partito. "Esistono migliaia di leggi ingiuste in gran Bretagna - ha detto Clegg - che con la pretesa di tutelare gli interessi dei cittadini hanno consentito allo Stato di insinuarsi nella vita, nelle case della gente. Vi chiediamo di aiutarci a trovare idee per difendere la libertà di noi tutti. Ogni singola proposta sarà letta e le migliori saranno portate in parlamento".
L'idea, quindi, nasce da una considerazione politica che vede nel decennio di governo labourista un periodo di decadenza della democrazia britannica. Nel mirino dei liberaldemocratici ci sono provvedimenti come le carte di identità (strumenti evidentemente considerati lesivi della privacy in Gran Bretagna), le banche dati del DNA, la schedatura degli studenti attraverso le impronte digitali e molto altro ancora.
Il sito yourfreedom, a poche ore di distanza dall'annuncio, ha scatenato la curiosità e i commenti da parte della rete. Già centinaia, infatti, i blog e i siti che ne parlano soffermandosi soprattutto sulla dichiarazione di Clegg riguardo il nuovo corso del Regno Unito: "Non vogliamo decidere come la gente debba vivere la propria vita. Il nostro lavoro è di dare maggior potere alla cittadinanza, restituendole la libertà e garantendole lo sviluppo".
Che la rete possa portare ad una democrazia 2.0?
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