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Multe e cartelle esattoriali via PEC: facciamo chiarezza

Si sta diffondendo un certo allarmismo in merito alla possibilità di ricevere multe e cartelle esattoriali via PEC. Si è detto che il solo fatto di possedere un indirizzo di PEC abiliterebbe l'Utente alla ricezione di multe e cartelle esattoriali, la cui notifica si intende eseguita al momento della consegna all’indirizzo certificato, indipendentemente dall’effettiva lettura da parte del contribuente. Riteniamo utile fare al riguardo alcuni chiarimenti.

Non è esatto affermare che il solo fatto di possedere un indirizzo PEC autorizzi la Pubblica Amministrazione all’invio esclusivo delle comunicazioni al detto indirizzo.

Il D.L. n. 78/2010, contenente la cosiddetta "manovra finanziaria correttiva", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2010, ha introdotto una nuova modalità di notifica delle cartelle di pagamento, costituita dalla spedizione e consegna delle stesse tramite posta elettronica certificata (PEC).

L'art. 38, comma 4, lettera b), D.L. n. 78/2010 dice infatti che "la notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all'indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge.”

Tali elenchi come già chiarito dal D.P.C.M 6 maggio 2009 (art. 2, 3 e 7), sono quelli creati a seguito della distribuzione gratuita degli indirizzi di CEC-PAC (Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e Cittadino) a partire dal 26 aprile 2010. Elenchi che sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione.

Occorre chiarire che la CEC-PAC è una particolare tipologia di Posta Elettronica Certificata finalizzata, a differenza della PEC tradizionale, esclusivamente alla comunicazione tra Pubblica Amministrazione e Cittadino.

Pertanto, a rigor di norma, solo il cittadino che attiva il proprio indirizzo di CEC-PAC destina automaticamente questo a proprio esclusivo domicilio informatico. Chi è in possesso di un tradizionale indirizzo PEC, acquistato da un fornitore certificato, deve invece prima comunicare il proprio indirizzo elettronico alla Pubblica Amministrazione interessata ai sensi dell'art. 4, comma 2, del DPR 68/2005.

Qualunque sia la scelta tra le due sopracitate, la peculiarità del messaggio di posta elettronica certificata è che esso si considera notificato, a norma del D.P.R. n. 68/2005, nel momento in cui il gestore PEC (o CEC-PAC) lo consegna alla casella elettronica del destinatario, a prescindere dal momento dell'effettiva lettura da parte di quest'ultimo.  Per questo motivo diventa fondamentale effettuare un controllo periodico della propria casella PEC o CEC-PAC poiché un eventuale notifica delle cartelle esattoriali s'intenderà eseguita al momento della consegna della cartella "virtuale" all'indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario, a prescindere dall'avvenuta lettura da parte di questi.

Va comunque ricordato che il cittadino può richiedere la notifica dell'avvenuta ricezione di un messaggio di posta elettronica certificata anche mediante comunicazione verso un altro indirizzo di posta elettronica, notifica tramite sms o invio di comunicazioni in formato cartaceo.

Infine, sempre il D.P.C.M 6 maggio 2009 dice che, in qualunque momento, il cittadino può comunicare la sua volontà di recedere dal servizio di CEC-PAC con la conseguente cancellazione dagli elenchi contenenti gli indirizzi di posta elettronica, tornando così alla tradizionale comunicazione cartacea.


 

* Andrea Escalante - SI.net Servizi Informatici srl .
L'articolo è pubblicato sul sito www.sinetinformatica.it

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Commenti

Il cartaceo è un diritto inalienabile del cittadino

Secondo il mio punto di vista, il cartaceo è un diritto inalienabile del cittadino.

Io sono fedele alla linea "verba volant, scripta manent" e, nonostante "verba" significhi parole, secondo me significa anche email.

Il punto critico è nell'inopponibilità del messaggio di PEC da parte del cittadino al momento della RICEZIONE dell'email. Difatti, mentre un documento cartaceo importante (a meno che non ci siano seri impedimenti) viene nella stragrande maggioranza dei casi letto immediatamente dall'interessato, un messaggio certificato può, per ovvi motivi (in primis: il dimenticarsi di controllare la casella postale), finire nel dimenticatoio.

È altresì vero che:

1) Molti provider PEC offrono il servizio "SMS reminder" che invia un messaggio al proprio cellulare in caso di presenza di messaggi certificati nella propria casella;

2) Esiste la possibilità di cancellarsi dalle liste CEC-PAC.

Tuttavia mi sorge un dubbio: se io avessi un indirizzo PEC privato (quindi non appartenente alla categoria CEC-PAC) e lo utilizzassi per comunicare con la pubblica amministrazione, questi verrebbe automaticamente inserito nelle loro liste? Se così fosse, sarebbe veramente un'ingiustizia.

Tyrexionibus

Non si può che condividere il

Non si può che condividere il primo commento all'articolo, articolo che, in realtà, chiarisce nulla, nel senso che conferma la "vulnerabilità" che si realizza nell'accedere alla PEC gratuita. D'altronde basta leggere con attenzione e il modulo di adesione e, in particolare, il contratto di adesione, dove il Tuo indirizzo lo metti a disposizione di tutte le PP.AA. . E questa cosa - guarda caso - non è stata per nulla messa in evidenza nè nel lancio dell'iniziativa, nè dopo.
Quanto alla privacy, altro problema, poichè comunque il gestore ha il contenuto della email e se un giudice glielo ordina lo dovrà fornire, mentre in un invio cartaceo quello che c'è dentro, salvo una apertura fraudolenta, resta tra me e il destinatario.
La PEC "gratuita", che poi gratuita non è perchè i soldi sono stati sottratti al fondo per le PMI, assomiglia molto a un inizio di grande fratello.

Suggerimento al ministro Brunetta

Caro Ministro,

nel 2001 ho venduto un frammento della casa ereditata dai miei nonni. Dopo 7 anni mi è arrivata la comunicazione del fermo amministrativo della mia motocicletta e una ipoteca sulla casa per non aver pagato l'ICI su quella frazione di immobile negli anni successivi alla vendita. Qualcosa come 30€ l'anno, comunque non dovuti.

Sono riuscito con estrema fatica a far capire a quei (beep) che la casa non mi apparteneva più ed a annullare il provvedimento. Ovviamente l'atto di compravendita era regolarmente registrato in Conservatoria.. Ho perso molto tempo e ... mi sono mangiato il fegato.

La storia dell'e-government insegna che i servizi messi a disposizione dagli enti a cittadini ed imprese sono innanzitutto quelli di pagamento: si facilita il cittadino a pagare: le multe, il tichet, l'ICI, insomma l'e-gov come strumento per migliorare la capacità di far cassa.

Di servizi PER i cittadini, neanche a parlarne: è' di oggi la notizia che la sperimentazione sulle ricette mediche informatizzate è bloccata per le pretese economiche delle software house.
Altri servizi, come quelli di prenotazione sanitaria sono una vera porcheria: praticamente gestiscono solo le banalità.

La CEC-PAC, usata in questo modo, servirebbe solo ad aprire la porta all'arroganza della GERIT che già oggi è difficlmente contenibile.
Volevo prenderla, ma ho rinunciato: la trovo una vera presa in giro verso i cittadini, anche perchè sono anni che propongo di erogare centinaia di servizi verso cittadini ed imprese usando la PEC come strumento sussidiario, ma la cosa non interessa nessuno perchè 'NON C'E' BUSINESS' (la dico in maniera diversa: perchè non si ha il coraggio di toccare i business esistenti, spesso inutili, legati ai grossi gruppi di potere!)
La CEC-PAC come è stata organizzata è un regalo alla Gerit ed ad altri soggetti analoghi, che molto spesso si sono rivelati dei truffatori (Si veda il caso del Comune di Nettuno (RM))

La inviterei quindi, vista la sua sensibilità, a proporre il seguente emendamento:

LA CEC-PAC E' UTILIZZABILE PER LE COMUNICAZIONI DA PARTE DEL CITTADINO/IMPRESA VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, E PER LE RISPOSTE DI QUESTA A TALI RICHIESTE. NON E' AMMESSO L'UTILIZZO DELLA CEC-PAC PER COMUNICAZIONI ATTIVATE AUTONOMAMENTE DALL'AMMINISTRAZIONE VERSO IL CITTADINO O L'IMPRESA.

Quando la sua riforma sarà andata a buon fine e la PA si sarà finalmente riorganizzata, allora questo emendamento potrà essere cancellato.

Se nel frattempo volesse avere qualche suggerimento operativo su come far parlare tra loro le diversa PA, non esiti a contattarmi.

Cordiali saluti