Dossier
La controversa azione collettiva di Brunetta
La questione non è chiusa.
Da un lato incalzano le critiche di chi continua a non vedere l’utilità di uno strumento così disegnato; dall’altro lo stesso Ministro è intervenuto sulla stampa per spiegare le ragioni della class action che ha fortemente voluto.
Prima di presentare i pro e i contro, vi invitiamo a prendere visione della scheda sulla class action, per capire come funzionerà.
- Massimo Giannini su Affari e Finanza aveva criticato questa class action, accusandola di essere “una beffa colossale”.
- Parte delle critiche mosse da Giannini sono state riprese da Cittadinanzattiva che per bocca dell’avv. Liliana Ciccarelli, Responsabile nazionale settore conciliazione, propone una disamina critica del modello di class action adottato, articolata in tre punti precisi e particolarmente interessante.
- Su Affari e Finanza è arrivata una lettera a firma Brunetta in cui il Ministro, rispondendo a Giannini, spiega la sua verità sulla class action, difendendo l’approccio adottato.
- Vi invitiamo, poi, ad approfondire la questione e gli aspetti "tecnici" su Saperi PA, dove trovate i materiali di un interessante convegno a FORUM PA ’09, quando già un panel di giuristi e portatori di interesse si confrontavano su opportunità, limiti e rischi dello strumento.
- Già a maggio la class action aveva subito una prima battuta di arresto: la norma che la conteneva era stata stralciata dal testo del decreto sulla Riforma Bunetta. Lo stesso Ministro era interventuto, assicurando che la possibilità di azione collettiva nei confronti della pubblica amministrazione sarebbe stata affrontata in uno specifico decreto legislativo, comunque entro il termine di scadenza della delega (come poi è stato). La proroga aveva aperto il dibatitto a nuove perplessità e nuove speranze, che avevamo allora sintetizzato in un articolo.

















Commenti
chi sbaglia paga, semplice eppure...
interessante nella sua semplicità, l'articolo di di Alessandro De Nicola sul Sole di ieri
"chi sbaglia paga, sembra semplice eppure..."
insomma, tra tanti discorsi, attualmente quando la pa sbaglia, chi paga?
molti i punti ancora non chiari, perché in fondo esistono due prospettive: una valutazione interna o pseudo-esterna e una "dal basso" che può partire dai cittadini, "evidenza del danno subito alla mano"...quest'ultima decisamente poco valorizzata.
de nicola conclude che non s'introduce una vera seppur cauta responsabilità personale di chi amministra la cosa pubblica, difficilmente essa verrà gestita con l'equanimità e l'efficienza cui abbiamo diritto.
?
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-...