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Premiati i vincitori di Sfide 2009
I progetti vanno dall’impegno della Provincia di Roma per la riduzione delle emissioni di CO2 e il rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, alla creazione di un “distretto per le energie rinnovabili" in Provincia di Savona; dall’ampliamento degli edifici secondo criteri di bioedilizia nel Comune di Faenza ai pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici scolastici della Provincia di Belluno. E ancora: il progetto del Cnipa per il risparmio energetico in tutte le sedi della Pa italiana, attraverso un sistema di controllo basato su una rete di sensori; la riduzione dei consumi energetici nel Comune di Bolzano attraverso un “patto con i cittadini”; il Piano di azione per l’efficienza energetica della Provincia di Milano; il monitoraggio delle emissioni di gas serra in Provincia di Siena per abbattere l’inquinamento; la limitazione nell’uso delle fonti fossili grazie a un mix di energie rinnovabili promosso dalla Regione Siciliana; il risanamento di una cava nel Comune di Pellezzano (Salerno), che sarà centro commerciale di giorno e anfiteatro culturale di sera, alimentato a energia solare; ospedali con il bollino blu dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale nell’azienda Usl 7 di Siena; un impianto di cogenerazione e teleriscaldamento a biomassa nel Comune di Asiago promosso dalla Provincia di Vicenza; rifiuti trasformati in energia e usati come combustibili alternativi in un cementificio in Provincia di Cuneo; riuso virtuoso dei liquami zootecnici per produrre energia in aziende della Provincia di Mantova; trasformazione degli oli alimentari esausti (sia dalle utenze domestiche che da quelle professionali) in biodiesel per i mezzi pubblici del Comune di Rovigo; un progetto da 1,4 milioni di euro per far diventare la raccolta differenziata uno “stile di vita” per i cittadini della Regione Puglia.
Sono 91 i progetti di amministrazioni locali che hanno partecipato al Premio e 33 i finalisti da cui è uscita la rosa dei vincitori per le 4 categorie previste:
- i piani energetici (regionali, provinciali o comunali) in grado di assicurare ai cittadini un miglioramento della qualità della vita, un risparmio economico e una forte riduzione nel tempo delle emissioni inquinanti;
- le attività di sviluppo delle economie territoriali basate sulla localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaica, eolica, geotermica ecc.);
- le attività di insediamento di grandi complessi per il miglioramento della autosufficienza e sostenibilità dei territori dal punto vista energetico (es. rigassificatori);
- le attività di sviluppo delle economie territoriali basate sull’uso virtuoso del ciclo dei rifiuti anche a fini di fonte di energia (es. uso nei termovalorizzatori, nei cementifici ecc.).
Per saperne di più, leggi il comunicato stampa
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