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Intervista

L'innovazione comincia dalle persone

Abbiamo fatto una chiacchierata con Luca Attias, dirigente dei sistemi informativi della Corte dei Conti, per conoscere un pò più da vicino il vincitore del premio innovatori del FORUM PA 2008 per la categoria "tecnologie". Quello che abbiamo scoperto è un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti ha introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori. Anche grazie a questo impegno la Corte dei Conti è oggi una realtà tecnologicamente avanzata, che ha saputo produrre risparmi aumentando il volume e la qualità dei progetti gestiti. Perchè, ci ricorda Luca Attias, "dietro il nostro lavoro, c'è sempre un cittadino a cui abbiamo il dovere di rispondere".
 

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Commenti

Assenteismo e malattia

Io, personalmente, se sto male me ne sto a casa e la mia assenza non dipende certo dalle fasce di reperibilità... tanto più che, comunque, vengo penalizzata da un punto di vista economico. D'accordo mettere mano all'assenteismo (e sorvolo sul danno morale che questa politica populista dei "fannulloni" ha provocato per noi statali. Già non godevamo di grandi simpatie...) Ma al rovescio della medaglia nessuno ha messo mano... condizioni logistiche pessime, stipendi da fame, nessun aggiornamento, tanto per citare solo qualche esempio. Come si fa a sentirsi motivati?
Sono laureata, ho fatto un Master di II livello (a spese mie), lavoro da oltre vent'anni in questa Amministrazione alla quale ho dato tanto e adesso... non vedo l'ora di andarmene in pensione.
Bisogna viverle certe situazioni per capire, è facile criticare dall'esterno.

Premesso che concordo in

Premesso che concordo in pieno con quanto da te scritto la domanda è: perchè inserire questo commento nel forum associato all'intervista a Luca Attias ?

Esperienza nel privato

Mi sono imbattuto per caso nel curriculum di Luca Attias, pubblicato sul sito della Corte dei conti per assolvere alla cosiddetta “operazione trasparenza” innescata dal ministro Brunetta. Il curriculum, che vi invito a leggere, è piuttosto interessante perché dimostra quanto sia utile per un manager dello Stato l’esperienza presso il privato e l’esperienza in gruppi di lavoro internazionali che è un po’ quello che l’ingegnere dice anche nell’intervista.
Congratulazioni vivissime alla redazione del Forum PA per questo spazio veramente unico

Sono d'accordo con te Tommi,

Sono d'accordo con te Tommi, un dipendente pubblico che ha avuto una significativa esperienza privata si riconosce quasi sempre immediatamente per l'impegno, l'attaccamento al lavoro, la competenza e soprattutto la lontananza da certe logiche.

Pubblico e privato a confronto

La cosa più assurda è ce se si fa una lettura integrata dei dati dei conti nazionali, per settore economico e per settore istituzionale, e si confrontano le retribuzioni di fatto del settore pubblico con quelle di industria e servizi privati. Dal 1992 questi ultimi hanno avuto incrementi complessivi nominali pari, rispettivamente, al 52,4 e al 50,2 per cento. Nel settore pubblico, la crescita è inferiore fino al 2001, ma nel 2005 è del 60,3 per cento. Cioè nel pubblico si guadagna più ce nel privato.

Conclusione affrettata

La tua conclusione non mi trova affatto d'accordo

Infatti è un ragionamento

Infatti è un ragionamento fallace... Prima ci parla di incremento percentuale... poi conclude tirando in ballo un valore assoluto legato ad un giudizio personale ...
Credo che queste considerazioni generalizzate e non attinenti ai dati, non contribuiscano a far crescere il dibattito, ma il chiacchiericcio.

Cordialmente
Goffredo Amerini Malatesta

p.s. e fuori tema:
I puristi dell'italiano mi rimprovereranno i puntini, ma credo che l'Italia sia una Repubblica fondata sui puntini di sospensione.

scusate il disturbo

ma io certi commenti recenti che credo appartengano all'intervista a Luca Attias non riesco proprio a trovarli. Potete aiutarmi ?

Cerco di darti una mano

Non credo la redazione sia ancora riuscita a risolvere questo noto problemino, in ogni caso la maggior parte dei commenti che tu cerchi sono nella terza pagina dell'intervista a Luca Attias

Operazione trasparenza

A parte il curriculum di Luca Attias che rappresenta chiaramente una eccezione, vi inviterei a leggere i curriculum di molti degli altri dirigenti delle PA centrali. A parte i numerosi dirigenti generali neppure laureati c'è veramente da mettersi le mani nei capelli.

Perchè solo i dirigenti ?

Non voglio apparire "troppo Brunettiano" ma se si pubblicassero anche i curriculum per esempio dei magistrati non sarebbe male

Per la precisione

Il curriculum e lo stipendio per favore.

Stipendio

Da un punto di vista di valutazione del dato io credo che lo stipendio non sia un vettore di nuova informazione. L’utente del servizio pubblico che va per esempio sul sito di due amministrazioni comunali o di due aziende ospedaliere potrebbe incontrare delle sostanziali differenze tra i salari di due dirigenti di pari livello. Ciò è possibile in ragione di almeno tre motivi; il primo è la contrattazione integrativa aziendale, il secondo è la politica di gestione dei fondi, il terzo è la strategia della singola azienda.
È evidente la mancanza di omogeneità dei dati che ha come diretta conseguenza una valutazione non corretta. Se guadagno di più non è implicito che sia più bravo, competente o presente rispetto ad un dirigente assimilabile per funzione e professionalità.
Avere aggiunto il dato stipendiale alle notizie obbligatorie per la pubblicazione in questo caso non è utile a far comprendere agli utenti la qualità dei dirigenti pubblici, né è utile a far comprendere se la pubblica amministrazione valuta i propri dipendenti correttamente

Certo non risolve tutti i

Certo non risolve tutti i problemi, ma se non altro "serve a calmierare" !

Proposta un pò provocatoria

Sono un insegnante e mi piacerebbe che sul sito del ministero dell'istruzione venissero pubblicati anche i nostri di stipendi accanto a quelli dei dirigenti e dei professori universitari.

cordiali saluti a tutti
Maria Grazia

Brava Maia Grazia

Ma vi pare possibile che gli insegnanti pendano uno stipendio da fame e, contemporaneamente, ci siano degli impiegati statali che guadagnano quanto degli imprenditori senza dover rendere conto a nessuno, senza essere sottoposti ad alcun controllo e in molti casi senza produrre assolutamente nulla ?

Scusa, ma dove sono questi

Scusa, ma dove sono questi impiegati statali che guadagnano quanto degli imprenditori?!

Sai quanto guadagnano i

Sai quanto guadagnano i magistrati del Consiglio di stato, dei TAR o della Corte Costituzionale ad esempio ? sai quanto guadagnano i direttori generali dei ministeri ? e potrei andare avanti a oltranza. Ma poi i grossi guadagni non arrivano solo dai loro stipendi ma soprattutto dagli incarichi esterni. Ti è mai capitato di vedere qualche puntata di Report ?

E quelli della Cassazione e

E quelli della Cassazione e quelli della Corte dei conti e i parlamentari e quelli delle autority e quelli del CNIPA eccetera eccetera

Curiosità

A parte il problema della evasione fisca lo sapete che quasi il 50% delle persone che dichiarano più di centomila euro in Italia sono impiegati statali ?

un impiegato statale dichiara più 100.000 euro all'anno????

..ma dove sulla luna??? Ci vado subito, xchè io con i miei 20.000 scarsi e oltretutto lordi.. mi vergogno!!
P.S. i giorni di malattia sono diminuiti semplicemente xchè siamo stati costretti a prendere le ferie, permessi vari e recupero ore x coprire i malanni e non perdere soldi.

No sulla terra, o meglio, in Italia

Caro scorpion46 guarda che diversi impiegati statali guadagnano molto più dei centomila euro, e alcuni molto più del doppio. Molti sono magistrati, altri sono capi dipartmento e direttori generali, per non parlare dei parlamentari e di tutto ciò che ruola la attorno. Sai quanti sono i magistrati o i direttori generali in Italia che guadagnano più di centomila euro ?

Miseria e nobiltà

Ciò che dice Michele è vero ed è una vera vergogna soprattutto pensando a quanto gudagnano gli insegnanti.

A parte niente

Scusa Michele, anche se la tua informazione è interessante perchè ci sono effettivamente degli impiegati statali che guadagnano tanto e non fanno un tubo, è innegabile che il problema più grande nel nostro paese resta comunque l'evasione fiscale. Di fronte a questo problema anche i ricchi tra gli impiegati statali diventano quasi dei poveracci. Il fornaio sotto casa mia mi ha condidato di guadagnare più di 300mila euro l'anno e di dichiarane meno dsel 10%.

Evasione fiscale

L'evasione fiscale non è l'unico problema ma è sicuramente il più grande di tutti. Se qualcuno avesse la volontà di risolverlo, la qualità della vita in Italia migliorerebbe sensibilmente. Non credo però che questa eventualità si verificherà mai.

Bravo

A me Brunetta non piace per niente, ma alcune cose come l'operazione trasparenza le condivido pienamente. Quanto ai magistrati, visto che quadagnano molto molto più dei dirigenti, mi sembra doveroso prevedere un'operazione trasparenza anche per loro.

domanda

Ma perchè in Italia i magistrati guadagnano molto molto più dei dirigenti ?

Lobby

La risposta l'ha data un pò di tempo fa anche un certo A.S. 73 affermando che l'Italia è il paese delle lobby. E la lobby dei magistrati è notoriamente una delle più potenti nel nostro paese.

Operazione trasparenza

Sono d'accordo con te Alessandra. Io mi domando come possano fare i dirigenti persone che non sanno neppure scrivere il loro curriculum.

Proposta

Per come la penso io valuterei nei titoli dei concorsi anche l'esperienza nel privato

Sindacati

Ma figurati se i sindacati farebbero mai passare una proposta di questo tipo.

e invece no

Guarda, io faccio sindacato (l'ho fatto nel privato e ora nel pubblico) e sono in piena sintonia con la proposta di Alberto.

L'innovazione comincia dalle persone

Ho trovato un interessante articolo di Luca Attias sul sito di formazione per la pubblica amministrazione. In esso Luca tratta in modo dettagliato proprio sul tema inerente l'innovazione nel lavoro pubblico ed il coinvolgimento delle risorse umane. casino online

Non sono d'accordo

Non sono d'accordo con Luca Attias l'innovazione non comincia affatto dalle persone. Se alle perone non vengono assegnati dei computers come fanno a fare innovazione. L'innovazione comincia dagli strumenti forniti alle persone come ad esempio proprio i computers.

Concordo con molte delle

Concordo con molte delle affermazioni fatte anche se la parola informatica (sempre piu' presente nell'innovazione) significa letteralmente "automatismo dell'informazione" e pertanto, prima di innovare con soluzioni innovative informatiche, si deve aver chiara l'idea dell'informazione di base.
Per essere pratici se in un ufficio c'e' caos a causa dell'incertezze di competenza, l'informatica (computer od altro) automatizza e velocizza cio' che esiste ossia il caos che, nella maggior parte dei casi e' proprio la causa dell'ingolfamento di alcuni settori.

Cordialmente
Giuseppe Aquilani

Giuseppe hai perfettamente ragione

Non c'è niente di più sbagliato di pensare di risolvere i problemi di disorganizzazione e incompetenza che ci sono negli uffici pubblici con l'assegnazione di qualche personal computer. L'innovazione comincia dalle persone !

l'innovazione non è solo tecnologia

Chi pensa che l'innovazione sia un mero problema tecnologico non ha capito nulla e non otterrà mai risultati tangibili. Chi fa questa affermazioni non ha minimamente chiaro cosa sia l'informatica e a cosa serve (consiglio di leggera alcuni degli interessanti interventi su questo argomento presenti proprio in queste nelle pagine dell'intervista ad Attias). La tecnologia è un mero strumento, se non supportata da una forte attenzione all'organizzazione, al cambiamento dei processi, alla gestione delle risorse umane e quindi alle persone può essere inutile se non dannosa (oltre che costosa).
In sostanza io penso come Attias che l'innovazione comincia proprio dalle persone

Concordo con Enrico

Innovazione è una’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell’uomo. Innovazione è cambiamento che genera progresso umano; porta con sé valori e risultati positivi, mai negativi. Il cambiamento che porta peggioramento delle condizioni non è innovazione: è regresso.
In sostanza anche io penso come Attias ed Enrico che l'innovazione comincia dalle persone

Ciao Pedro, non riesco a

Ciao Pedro, non riesco a trovare l'articolo a cui tu fai riferimento, mi potresti indicare il link, oppure riportarlo all'interno del forum ?
grazie

Forse è questo

Non sono Pedro ma penso che l'articolo a cui lui faccia riferimento sia questo:

http://db.formez.it/storicoarchivionews.nsf/ForpaPubblicheNotiziePerTipo...

saluti a tutti
Guglielmo

Una lettrice perplessa

Mi rimane veramente difficile capire perchè ad una intervista che ha avuto così tanto successo non si sia deciso di dare un seguito.

Ciao lettrice perplessa

Cara lettrice anonima, ammesso e non concesso che questa intervista abbia avuto un qualche successo (secondo me è stata un fisco totale !), ma secondo te il merito è veramente di Luca Attias o del giornalista che lo ha intervistato ? Anche io sono perplesso ma di quello che dici tu.

Una baggianata

dire che questa intervista è stata un fiasco totale è quasi e con le dovute proporzioni, come dire che Pavarotti era stonato o che Spielberg non sa fare il suo mestiere o che Pelè e Maradona erano dei pessimi calciatori. Andrebbe usato un termine un pò più forte ma diciamo che si tratta di una baggianata.

FISCO o FIASCO ?

Non so se intedevi scrivere FISCO o FIASCO, in ogni caso ci potresti spiegare meglio perchè l'intervista è stata un "fisco/fiasco totale" ?
grazie

Non c'è limite alla decenza

Non credo che ti risponderà anche perchè per quanto si sforzi la cosa più intelligente che potrebbe dire è che "il fiasco è determinato dato dal fatto che nè la Pica ne Attias quest'anno hanno vinto il Telegatto". L'invidia in ogni caso è una brutta bestia !

Per la redazione

sto provando ad andare al commento "conta solo l'anzianità......" ma non riesco a trovarlo, mi spedisce all'inizio di questa intervista ma non lo trovo, cosa debbo fare ?
scusate il disturbo
Simonetta

commenti

Il commento da lei cercato è una risposta ad un vecchio commento, e come tale è pubblicato nelle pagine seguenti di questa intervista. per la precisione al momento è a pagina 4, ma man mano che si aggiungono commenti potrebbe scalare più indietro. Purtroppo non c'è un modo per localizzare il singolo commento in maniera univoca - le risparmio la spiegazione tecnica.
non resta quindi, in attesa di ulteriori sviluppi del software, che scorrere pazientemente le pagine.
Letizia

tutto vero ma quando si è precari...

si parla tanto di alfabetizzazione informatica, ma come la mettiamo con le centinaia di giovani che di informatica ne sanno e che sono precari a da anni?
io ho inziato a lavorare presto in questo campo e all'alba dei 30 anni continuo ad essere precario...mi e vi chiedo: a cosa serve dunque sapere di informatica? soprattutto in italia?

Non ho parole

Il contenuto del tuo messaggio è a dir poco sconcertante ! Oltre a non avere nessuna relazione con l'intervista e con gli altri commenti, affermi che i giovani precari nell'informatica sono niente poco di meno che "centinaia". Se fosse veramente così staremmo a cavallo. Il problema è molto più complesso di quello da te rappresentato, i precari nella sola informatica se non si tratta di milioni, poco ci manca, ma almeno sono precari perchè nell'informatica un pò di lavoro ancora si trova. Allora a cosa serve sapere di medicina, geologia, economia, giurispudenza, architettura ecc ecc, guarda che i disoccupati sono in tutti i setori !

Io sono geologa e faccio l'informatica

e come me molti statistici, biologi, matematici, economisti. Credo che in Italia come in qualsiasi altro paese ci siano più posti per informatici che per qualsiasi altra professione. Il precariato è poi un altro problema non legato alla specifica professionalità. Oramai il posto fisso inItalia quasi non esiste più.
La tua considerazione è corretta ma, mi spaice dirlo, completamente fuori contesto.

confermo, sono laureato in

confermo, sono laureato in economia e commercio e lavoro presso un help desk a 750 euro al mese

Non capisco il nesso

La crisi c'è ! e questa volta a dire il vero non solo in Italia, anzi. E' dura ed è dura per tutti e in tutte le professioni. Non credo che chi lavora nell'informatica sia stato colpito ne più ne meno degli altri. In ogni caso l'alfabtizzazione informatica non ha niente a che vedere con chi lavora nel campo dell'informatica e che della materia dovrebbe essere un esperto. L'alfabetizzazione serve solamente a "far utilizzare strumenti automatizzati ad operatori abituati a strumenti tradizionali (la carta in primis)". In sostanza la tua affermazione, sebbene dettata da uno sconforto comprensibile, mi sembra un tantino semplicistica.e fuori contesto.
saluti
Daniela

Daniela ha ragione

Il problema della precarietà è serio, grave e tragico ma con l'alfabetizzazione informatica di cui si parla nell'intevista mi dispice ma non c'entra assolutamente nulla.
Mauro

Fine dell’anno, tempo di bilanci

Leggendo i numerosi commenti all’intervista di Luca Attias emerge un quadro più che sconfortante. Viviamo a detta di tutti nel regno delle raccomandazioni, dove la meritocrazia non viene neppure presa in considerazione. Siamo in Europa solo formalmente, aggrappati all’euro, ma in termini di senso civico non c’è nessuno più di noi che è fuori dall’Europa. L’individualismo raggiunge degli eccessi di difficile comparazione. Abbiamo i cervelli che, appena si rendono conto delle prospettive, scappano all’estero. Siamo il paese delle lobby intoccabili, quasi peggio delle caste indiane. Per uno che lavora ce ne sono almeno cinque che non fanno nulla. Non c’è nessuno che creda minimamente nell'esistenza della Giustizia. C’è un chiaro problema nel settore pubblico ma non è che il privato sia tanto meglio. La managerialità è meno di un miraggio. Se qualcuno si occupa di risorse umane diventa tristemente una specie di eroe nazionale. In questo quadro quello che è veramente arduo è trovare delle soluzioni complessive ed è il compito che propongo a tutti i lettori di questo forum per il prossimo anno. Non bastano i piccoli centri di eccellenza e i singoli fenomeni serve qualcosa di diverso e globale. Siamo pronti a qualsiasi idea ma, per favore, non proponete l’uomo forte, il dittatore, o qualcosa di simile, ci siamo già passati ed è stato senza nessun dubbio il periodo peggiore della nostra storia.
Auguro a tutti un sereno 2009.

In fervida attesa

A.S. 73 attendiamo con ansia un messggio di speranza e di incitamento anche per quest'anno. In un anno così disastroso per il nostro belpaese, le proposte che si sono originate in questo blog come risposta all'intervista di Luca Attias e al tuo messaggio sono stati tra i pochi segnali positivi e costruttivi.
Buon 2010 a tutti

L'anno che verrà

Purtroppo caro A.S. 73 non mi sembra che l'anno che sta volgendo al termine abbia rappresentato una svolta per l'Italia. Tutti i mali che tu hai descritto, oserei dire, con straordinaria lucidità, nel tuo messaggio, si sono addirittura intensificati forse come mai prima d'ora e, francamente, non so proprio cosa possa modificare questa drammatica situazione che oramai ci pone in una condizione unica nel panorama mondiale.

Il fondo del barile

Mia cara Susi hai proprio ragione, un anno fa non avrei mai pensato che saremmo arrivati a questo punto, come due anni fa, come tre anni fa e potrei continuare a lungo.Ma quand'è che toccheremo finalmente il fondo ?

L'indignazione è solo il

L'indignazione è solo il primo passo
Tutti manifestano indignazione per come vanno le cose! Persino gli stessi fautori dei disastri, i loro scagnozzi, sanno elencare tante cose che non vanno! Salvo indicare la via del peggio, anziché la vera soluzione.
Ma quando l'indignazione genera una rabbia cieca, a chi giova? Una massa indignata e piena di rabbia cieca è facile preda di chi intende strumentalizzarla; di chi è già attrezzato per cavalcarla. I leghisti sono proprio l'esempio più immediato di come un disagio vero possa essere trasformato in una "soluzione" deleteria sia per loro che per gli altri.
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Il movimento viola
Il movimento viola non rappresenta una classe sociale, pertanto non ha nessuna forza contrattuale! E' solo un'insieme di persone indignate che, al massimo, può tentare di arginare l'attacco ad alcuni fondamenti della democrazia, ma solo sul piano formale, in quanto la democrazia è già morta e, per come stanno le cose, non c'è speranza neppure che possa risorgere. E non è stato berlusconi ad ucciderla, ma i partiti ed i sindacati della "sinistra" che hanno tradito la sinistra e si sono lasciati cooptare dal potere.
Il punto in cui il movimento potrebbe incidere è proprio sulla questione sociale, ponendosi, regolarmente, al fianco dei più deboli, chiunque essi siano: poveri, lavoratori, disoccupati,malati, perseguitati, riappropriandosi dell'idea della sinistra maturata in due secoli di lotte e ripudiando le ideologie che questa idea hanno prima sfruttato, cavalcato, e poi, regolarmente, tradito.
Altrimenti, se rimane una cosa interclassista non ben definita, rimane un fuoco fatuo che non scalfisce nulla e nessuno.
Qualcuno parla di Sciopero generale ! Uno sciopero di chi e contro chi?
Contro berlusconi? E poi?

Credo che Celli possa essere utilmente posiziozionato qui

Lettera Celli: figlio mio, o estero o sofferenza...

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
"Figlio mio, lascia questo Paese"

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.

Concordo con la lettera di

Concordo con la lettera di Celli e con il tuo posizionamento della stessa. Pacato, serio anche se forse troppo disilluso. A me ha dato la forza e la voglia di leggerlo tra le righe: "così com'è l'Italia fa obiettivamente schifo, se la mia generazione non si rimbocca le maniche il paese resta bloccato, vecchio e vuoto (di contenuti, voglia, valori, merito, dinamismo...insomma di tutto).

Non condivido

Lo dico subito: è una lettera che non mi piace. Condivido molte amarezze, anzi quasi tutte, ma da un direttore generale d'università, che vanta un curriculum di passaggi al comando di importantissimi poli economici nazionali (eni, enel, rai, omnitel ecc.), vorrei ottenere chiavi di lettura per evolvere, non inviti a disertare, perché la sua è apologia alla diserzione, e niente altro.
Disertare è lasciare la propria bandiera preferendo abbandonare tutto al proprio destino. E Celli consiglia a suo figlio di fare proprio questo. Di fare valigia e dimenticarsi del paese che sicuramente non lo merita ma che lo ha istruito, gli ha permesso di vivere in agiatezza (guarda caso molte delle aziende dove ha lavorato il padre avevano una partecipazione statale non proprio trascurabile, e gli emolumenti del dottor Celli erano sicuramente assai più elevati di quelli di un tronista e di una velina messi insieme…), e che ora DEVE poter contare sui giovani per riprogettare il proprio futuro.
Le ragioni di Celli le capisco e, come già detto, le condivido pure. Ma perché non ha alzato bandiera bianca lui stesso quando era a capo della Rai, azienda che ha scelto di inseguire il culto delle veline - preso ad esempio di stupidità collettiva da Celli - invece che fare la Tv di stato, con cultura e informazione vera.
Celli era presidente Rai nel 1998, proprio gli anni in cui la Tv nazionale poteva decidere quale strada prendere. Ammetto che il presidente della Rai non possa andare contro poteri potentissimi, però poteva scegliere di andarsene lui, invece che suggerirlo al figlio. Rinunciava al lauto stipendio ed andava a fare il docente negli States. Non l'ha fatto. Perché invece privare tutti noi, che non possiamo andare all'estero, che siamo soffocati da questo sistema torbido ma nel quale dobbiamo necessariamente trovare linfa per sopravvivere, dicevo, perché privare tutti noi di un giovane in gamba che invece può rappresentare il futuro.
La lettera in questione è uno sfogo, ma è anche un esercizio di cinismo "No way out", che francamente respingo con forza. Voglio che i giovani rimangano qui e voglio spingerli ad avere ottimismo, ad amare questo paese per le potenzialità che ha, a sforzarsi per rinnovare la classe dirigente, a buttarsi nel sociale ed in politica esprimendo la loro opinione e lottando per conquistare spazio. Sono padre anch'io, ma a mio figlio dico di imparare l'inglese per confrontarsi con un mondo dove non si scappa ma si cerca di integrarsi in una dimensione globale. Il discorso di Celli oltre che essere cinico è pure obsoleto. L'Italia cambierà senz'altro, come cambieranno molte cose nell'intero globo. Oggi si può lavorare a Londra pur dormendo il Italia.
Mi dispiace dirlo, ma tra la partenza del figlio di Celli e quella di Celli stesso, se dovessi scegliere opterei per la seconda, senza dubbio. Se invece l'illustrissimo direttore generale della Luiss - Libera Università degli Studi Guido Carli, Pieluigi Celli decidesse di rimanere spero davvero che ai suoi studenti non dica le cose che ha espresso nel suo sfogo.
Almeno per coerenza con la "mission" universitaria, di cui un manager dovrebbe conoscerne il peso!

Sono d'accordo con te se

Sono d'accordo con te se tutti raccogliessero il l'appello del professor Celli, l'Italia sarebbe un Paese condannato a morte. Muoia Sansone con tutti i filistei!

Segnalazione

Chi è interessato a quest'intervista sarà anche sicuramente interessato all'aricolo di Mauro Bonaretti sul tema della lotta agli sprechi.
Vi invio il link sperando di fare cosa gradita http://saperi.forumpa.it/story/41925/lo-spreco
saluti
Tommaso

Questa mi sembra una iniziativa utile

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO
SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

Credo che tu Marco abbia

Credo che tu Marco abbia colto perfettamente lo spirito del messaggio di A.S. 73. La proposta di Saviano è semplice e innovativa allo stesso tempo, ed è per questo che sta funzionando.

A proposito

La notizia è di quelle rare. La Corte dei conti ha nominato due nuovi direttori generali. La notizia non è questa ma è che i due non sono dei raccomandati dalla politica. La Corte dei conti continua a stupire positivamente.

ti correggo

è vero il periodo a cui tu ti riferisci in coda al tuo commento faceva veramente schifo, ma credo che, in rapporto ai tempi, il periodo che stiamo vivendo sia anche peggio. Debbo poi ammettere che tu lo hai descritto in un modo straordinario.
VM

Per la redazione

Volevo segnalare un piccolo malfunzionamento. Clickando su alcuni dei commenti più recenti non ci si riesce a posizionare sui commenti stessi se questi vengono inseriti "non nella prima pagina" dell'articolo/intervista. Per interviste che hanno centinaia di commenti è praticamente impossibile individuarli.

Anche io ho notato questa

Anche io ho notato questa difficoltà.

Per la redazione

scusate non so se è un problema che ho solo io ma su explorer non si riescono a vedere le perscentuali di voto del premio protagonisti dell'innovazione
Marino