Intervista
L'innovazione comincia dalle persone
Abbiamo fatto una chiacchierata con Luca Attias, dirigente dei sistemi informativi della Corte dei Conti, per conoscere un pò più da vicino il vincitore del premio innovatori del FORUM PA 2008 per la categoria "tecnologie". Quello che abbiamo scoperto è un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti ha introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori. Anche grazie a questo impegno la Corte dei Conti è oggi una realtà tecnologicamente avanzata, che ha saputo produrre risparmi aumentando il volume e la qualità dei progetti gestiti. Perchè, ci ricorda Luca Attias, "dietro il nostro lavoro, c'è sempre un cittadino a cui abbiamo il dovere di rispondere".
Vedi anche
- La classe dirigente che non c'è. Luca Attias a FORUM PA 2012
- Corte dei Conti a FORUM PA 2011
- Il contrasto della Corte dei Conti alla maladministration
- Riforma Brunetta: l'impegno dell'UPI per il Piano delle Performance nelle Province.
- Performance nelle Province: il supporto di Formez alle Regioni Obiettivo Convergenza.
- Performance nelle Province: trasparenza come principio guida del sistema.
- Performance nelle Province: necessario intervenire su competenze e motivazione.
- Il progetto Elistat, verso un metodo per la misurazione delle performance nelle Province.
- Trasparenza e valutazione per una PA che riconosca il merito e persegua l’efficienza
- Il Piano delle Performance nella Provincia di Brescia.

















Commenti
Il keynotes di Luca attias a FORUM PA 2012
Per tutti coloro che hanno animato in questi tre anni questo spazio, siamo lieti di comunicare che l'ingegner Attias sarà presente a FORUM PA 2012 con un proprio key note speech dedicato al tema della valorizzazione delle competenze. Già da oggi è possibile iscriversi all'evento attraverso la pagina del programma congressuale di FORUM PA 2012
www.iniziative.forumpa.it/expo12/convegni/la-valorizzazione-delle-compet...
Commento al Keynote di Luca Attias
Siccome sono un nostalgico il mio commento lo inserisco qui: si è trattato della performance più innovativa e coraggiosa che ho visto negli ultimi anni. La proiezione della scena di Festen e la sua contestualizzazione esprimono una sicurezza di se e una forza interiore non comuni. Complimenti ad Attias e al forum PA per quanto avete espresso oggi pomeriggio.
Il keynote di Luca Attias al Forum PA 2012
Se mi è consentito vorrei dare un contributo personale poichè alcuni anni fa ho partecipato ad una presentazione dell'ing. Attias anche se su un argomento diverso da quello che presenterà al Forum PA.
Consiglio a tutti di partecipare indipendentemente dai contenuti specifici perchè è molto interessante il modo con cui l'ingegnere imposta le presentazioni con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione del pubblico presente.
A meno che non abbia cambiato stile negli ultimi anni ci sarà sicuramente da divertirsi e da riflettere, a qualcuno magari non piacerà ma non sarà sicuramente un intevento che lascerà indifferenti.
Qualche anticipazione sul keynote di Luca Attias
Grazie per la segnalazione, è proprio quello che ci ha detto Luca Attias in questa intervista: www.saperi.forumpa.it/story/66057/la-classe-dirigente-che-non-ce-luca-at...
Il suo obiettivo è rendere questo appuntamento del 16 maggio a FORUM PA interessante e divertente anche per chi di solito non segue questo tipo di argomenti, facendo qualche "incursione" anche in mondi alternativi, come il cinema e l'arte...
Luca Attias è diventato Dirigente Generale
Ho appreso con grande piacere della nomina dell'ing. Attias a Direttore Generale. Sapere che qualcuno bravo può arrivare è una bella iniezione di fiducia per tutti.
Intervista a Luca Attias
Consiglio a tutti di leggere l'intervista all'ing. Attias pubblicata sul Corriere della Sera di mercoledì 28 dicembre a pagina 8 dal titolo:
L'ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato
Curiosità
Ho sentito dire che la Corte dei conti ha pubblicato di recente su internet dei nuovi servizi al cittadino, mi sapete dire di cosa si tratta ?
non riesco a trovarlo non è
non riesco a trovarlo non è che puoi darmi una mano Alessandra sarei molto curioso di leggerlo
ciao
ho trovato il link
http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/28/ingegnere_virtuoso_c...
ecco l'intervista
La «macchina» dello Stato Il personaggio Luca Attias, 46 anni: in questo modo si porta la gente a lavorare anche di sabato e di domenica
L' ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato
ROMA - Non c' è solo chi timbra e scappa o moltiplica incarichi e paghe. Nell' esercito di dipendenti pubblici c' è, accanto a chi si imbosca, chi lavora anche per lui. Chi lucra sullo stipendio garantito, ma anche chi si impegna per far funzionare la complessa macchina dello Stato, senza ricevere per questo alcun riconoscimento. Tra i dipendenti statali «virtuosi», certificati dal premio del Forum della Pubblica Amministrazione, c' è Luca Attias, ingegnere informatico quarantaseienne, divenuto direttore generale dei sistemi informativi della Corte dei Conti, che assicura: «Il contesto è da brivido, e non solo nella pubblica amministrazione, ma chi lavora duro e con impegno c' è. E spesso non è premiato». Lei invece è stato tra i vincitori di vari premi. Perché? «Al di là dei riconoscimenti che, ho scoperto, a volte vengono dati a chi è raccomandato, c' è il risultato: mi viene riconosciuto di aver portato il sistema informatico della Corte dei Conti a un livello di eccellenza. E, ovviamente, non l' ho fatto da solo». Come ha fatto? «Ho adottato un metodo completamente diverso da quelli diffusi non solo nella pubblica amministrazione, ma anche in quella privata». Quale metodo? «La meritocrazia. Il potenziale umano nella pubblica amministrazione c' è. Ma occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby. Sembra banale, invece in questo modo si riesce a portare la gente a lavorare anche di sabato e di domenica. E anche a farla divertire». Chi le viene in mente quando pensa a impiegati virtuosi? «La prima che mi viene in mente è Cinzia Maregrande. Era una sorta di dattilografa che con me è diventata capoprogetto del più importante sistema informativo, quello della giurisdizione e delle Procure». Come? «L' ho valorizzata senza tener conto della qualifica ma di ciò che sapeva fare. Ma soprattutto si è impegnata sempre al massimo, senza far pesare la malattia che a giugno, giovanissima, l' ha portata via. Ma ce ne sono veramente tanti». Ad esempio? «È difficile fare nomi. Perché sono davvero troppi. Ma, ad esempio, ho un informatico, che era un collaboratore e ora è riconosciuto come un fenomeno della progettualità informatica. C' è da tenere conto però che siamo un settore, da questo punto di vista, fortunato». Perché? «Perché un informatico non può improvvisare. Conta quello che sa. Credo che avrei avuto maggiori difficoltà a superare concorsi se non fossero stati su argomenti tecnici molto specifici. E non sarei riuscito a far diventare questo sistema informatico quello che è, se non avessi avuto la libertà di poter utilizzare la mia banda di "sciamannati", preparatissimi, che lavorano senza risparmiarsi». Virginia Piccolillo
Fate piano
Mi domando come in un sistema marcio come il sistema Italia consentano ad uno così di finire sulle prime pagine di giornali importanti, quando qualcuno se ne accorgerà vedrete che nessuno lo chiamerà più.
Sogno o son desto
Un dirigente pubblico che dice "occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby". Attias dice delle ovvietà che però in 30 anni di lavoro nel pubblico impiego non ho mai sentito dire ufficialmente da nessuno. Complimenti sinceri anche per il coraggio.
Ti prego Luca vieni a fare il
Ti prego Luca vieni a fare il dirigente da me. Non me posso più di raccomandati e di incompetenti.
Se qualcuno vuole lavorare ai servizi informatici della Corte
Basta che vinca questo concorso che è appena stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e sul sito della Corte dei conti.
Concorso pubblico, per esami, a tre posti di informatico - III Area F1 - nel ruolo del personale amministrativo della Corte dei conti eccovi il link e in bocca al lupo:
http://www.corteconti.it/relazione_cittadini/concorsi/concorsi_precedenti/
C'è anche questo
Concorso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, n. 12 del 14 febbraio 2012
Concorso pubblico, per titoli ed esami, a tre posti di Dirigente di seconda fascia Area Informatica nel ruolo del personale dirigente della Corte dei conti
http://www.corteconti.it/relazione_cittadini/concorsi/concorsi_precedenti/
Per fortuna c'è qualcuno che
Per fortuna c'è qualcuno che riceve le domande di concorso anche via PEC !
Volevo evidenziare che la
Volevo evidenziare che la Corte dei conti non è stata affatto la prima ad utilizzare la PEC nei concorsi.
Sono sempre stato molto
Sono sempre stato molto critico con questo spazio e con Luca Attias di cui non condivido la maggior parte delle idee e dei metodi, debbo tuttavia ammettere che in questa precisa circostanza sono stato positivamente colpito dal tono e dal contenuto dell'intevista del Corriere della Sera.
Questa intervista rappresenta
Questa intervista rappresenta una consistente evoluzione rispetto a quella fatta dal forum PA. Credo che Luca Attias avrebbe molte altre cose interessanti da dire su diversi argomenti che ha causa dello spazio necessariamente esiguo sulla testata non sono stati sviluppati. Magari potrebbe essere una occasione per riprendere il discorso con il Forum PA.
cordiali saluti
Se ci fossero 1000 dirigenti
Se ci fossero 1000 dirigenti come Attias l'Italia sarebbe sicuramente un paese migliore. L'intervista è una delle più innovative che ho letto negli ultimi anni.
Finalmente un dirigente che
Finalmente un dirigente che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose e che sa fare il proprio mestiere. Considerando la situazione dell'Italia direi che a questo punto la carriera dell'ing. Attias è praticamente finit !. ;-)
Straordinario
Attias è cento anni avanti rispetto allo standard italiano !
W l'Italia
In un paese normale uno come l'ing. Attias sarebbe un buon candidato come Ministro per l'Innovazione. Da noi diventa un evento se uno bravo viene nominato direttore generale.
Per favore dateci un Governo
Per favore dateci un Governo tecnico ! Vogliamo persone che sanno di cosa parlano !
Mio caro Roberto ora che ce
Mio caro Roberto ora che ce l'hai cosa mi dici ? sei contento ? Almeno il governo precedente aveva tolto l'ICI. Francamente spero in un rapido ritorno del Cavaliere è l'unico che può salvare l'Italia.
chi salverebbe il cavaliere?
la pubblica amministrazione, dopo averla fatta ben bene bastonare da un livoroso come Brunetta? le fabbriche e le imprese, dopo averle abbandonate a se stesse senza una politica industriale degna di questo nome? i cittadini, che se non pagano l'ICI la ri/pagano 1000 volte con i tributi locali aumentati?
devi essere uno che ha interessi MOLTO privati da difendere, se speri in lui.....
Carissimo Monti, se avessi
Carissimo Monti,
se avessi l'idea innovativa di inserire una specie di ministero per l'informatica o qualcosa di simile pensa al ragazzo di questa intervista potresti ottenere dei risultati sbalorditivi.
in ogni caso ti faccio un grande in bocca al lupo !
In effetti non sarebbe niente
In effetti non sarebbe niente male al posto di Brunetta !
Non è che ci voglia molto !
Non è che ci voglia molto !
Proposta
Sarebbe interessante, alla luce del nuovo incarico, intervistare nuovamente l'ing. Attias su argomenti come la meritocrazia e la gestione delle risorse umane.
Ti hanno ascoltato, e chi
Ti hanno ascoltato, e chi l'avrebbe detto.
Mi associo alla proposta
Recentemente ho assistito ad un interessantissimo corso tenuto dall'ing. Attias sul rapporto tra informatica e managerialità. Credo che ne potrebbe uscire fuori un'intervista molto stimolante per i frequentatori di questo blog.
I miei più sinceri complimenti alla redazione per questo spazio.
Anche io
è sicuramente un argomento interessante e spinoso. Da informatico doc sono convinto che su questo aspetto si gioca il futuro di diverse aziende. Anche a me piecerebbe sentire cosa ne pensa Luca Attias.
Le modalità secondo cui
Le modalità secondo cui l'ing. Attias sta organizzando la nuova direzione generale dei sistemi informativi della Corte dei conti sono assolutamente innovative in tutto il panorama della Pubblica Amministrazione. Mi permetto di consigliare che un approfondimento su questo tema sarebbe utile per tutti.
Mi sembra un'ottima proposta.
Mi sembra un'ottima proposta. Avrei anche io qualche curiosità da chiedere all'ingegnere.
Anche io sostengo la
Anche io sostengo la proposta. Suggerirei che l'intervista la facesse la stessa giornalista che portò al successo "l'innovazione comincia dalle persone".
Ottima idea anche per me
Sono anni che questa intervista è una delle più viste su internet, relativamente ad argomenti associati alla Pubblica Amministrazione e nessuno a mai pensato ad una seconda puntata.
Se avessero voluto
Se avessero voluto intervistarlo di nuovo lo avrebbero già fatto da tempo. In realtà credo che il successo di questa intervista abbia dato fastidio a qualcuno. A buon intenditor .....................
Meritocrazia
Conosco Luca da circa sette anni e, a parte qualsiasi aspetto personale, la sua nomina mi ha fatto piacere perchè trattasi di un evento eccezionale per l'Italia. Dove si è mai vista da noi una persona giusta al posto giusto ? una persona nominata solo per meriti lavorativi ?
Sinceramente ho paura sia solo un caso determinato dalla specifica professionalità, ma ho comunque la speranza che possa essere un esempio anche per altre situazioni.
Vi consiglio un libro
Mal di merito
L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia
Autore Giovanni Floris
Editore Rizzoli, 2007
In Italia, il pezzo di carta più utile non è un titolo di studio, ma una lettera di raccomandazione. La prevalenza della spintarella non è folklore o semplice malcostume: soffoca la meritocrazia, blocca la mobilità sociale e dà fuoco alle polveri della guerra tra generazioni.
A proposito di meritocrazia
A proposito di meritocrazia vi consiglio di dare un'occhiata a http://www.meritocrazia.com/index.php da cui ho estratto questo pezzo di articolo, datato ma ancora attuale:
La mancanza dei valori della meritocrazia è la causa del declino della nostra economia e della spaventosa mancanza di equità della nostra società, che ha un gap tra ricchi e poveri analogo agli Stati Uniti, ma non ha la mobilità sociale americana. Siamo la società sviluppata che ha il più rapido declino economico e la maggior ineguaglianza sociale. Nel saggio Meritocrazia, ho spiegato quanto il termine sia recente, creato nel 1958 dal laburista inglese Michael Young: descrive il sistema di valori che premia l'eccellenza di un individuo indipendentemente dalla sua provenienza, che in Italia significa la famiglia di origine. Mentre le altre società moderne nel secolo scorso sono riuscite a evolvere da una economia agricola a una industriale e post-industriale, con lo Stato che sostituiva la famiglia come creatore di opportunità, la società italiana è ancora preda del 'familismo amorale', che prospera grazie all'assenza di uno Stato in grado di dare fiducia ai cittadini. Senza meritocrazia non è nata quella classe dirigente eccellente che in altri paesi è stata capace di creare opportunità per tutti i cittadini. Sono quattro le proposte per far sorgere il merito nella economia e nella società italiane. Lo tsunami economico e la spaccatura sul tema della scuola degli ultimi mesi le rendono ancora più urgenti.
BOCCIATI IN MERITOCRAZIA
BOCCIATI IN MERITOCRAZIA ......................
Fare carriera in base alla competenza professionale, ai risultati raggiunti, alla grinta sul lavoro. Un obiettivo che in Italia nella pubblica amministrazione resta lontano e che anche nel settore privato spesso viene messo in secondo piano da fattori "culturali": l'abitudine al clientelismo e al familismo. La nostra inchiesta racconta gli esempi peggiori e qualche esempio "virtuoso" di questo sistema-paese
Clientele, nepotismi, spintarelle, la legge del più bravo non decolla
L'ex ministro per la pubblica amministrazione e deputato Pdl. Nella foto attende il voto sul decreto milleproroghe
La crociata anti-fannulloni promessa dal ministro Brunetta nel settore pubblico è rimasta al palo: i premi di merito sono rinviati causa crisi e i sindacati hanno ottenuto l'azzeramento delle sanzioni ai dirigenti inefficienti. Ma al di là delle ragioni tecniche, pesa un ritardo culturale: il 60 per cento degli italiani pensa che tutti dovrebbero guadagnare allo stesso modo
Comincia tutto con la crociata anti-fannulloni. Maggio 2008, Roma, conferenza stampa del neo ministro Renato Brunetta. Il professore tuona: "Via ai licenziamenti anche nella pubblica amministrazione". E viene giù il diluvio. Applausi e critiche, favorevoli e contrari. L'incoraggiamento del centrodestra e i sindacati che alzano barricate. Ma tant'è. Il tema torna al centro del discorso pubblico, ancora una volta. All'Italia serve una cura: la meritocrazia. Ne va dello sviluppo, della crescita economica, del futuro stesso del Paese. E se quella sui "fannulloni" è solo la battaglia iniziale, la guerra si conclude - o così sembra - un anno dopo. Settembre 2009: il Parlamento licenzia la riforma del professore ministro. E dove non poterono le masse, poté Brunetta: "E' una rivoluzione. Questa legge cambierà la vita degli italiani". Niente di più lontano dalla realtà.
I vizi sono ancora tutti qui. Clientelismo e affini, familismo amorale e non, ogni forma possibile di nepotismo. E poi cooptazioni, raccomandazioni, segnalazioni più o meno abusive. Perché nell'Italia del 2012, tra le montagne russe dello spread e l'economia reale in sofferenza, la meritocrazia sembra, semplicemente, non pervenuta. Uffici del Senato: sommerso tra atti e un'agenda in costante evoluzione, il senatore Pietro Ichino affronta la questione in maniche di camicia: "Il settore pubblico è ancora in gran parte sottratto a quella verifica di efficienza che è data, per le aziende private, dall'operare nel mercato". Il punto è "introdurre anche nelle pubbliche amministrazioni degli elementi di mercato, di concorrenza. E introdurre la misurazione delle performance dei servizi forniti". Questi sulla carta erano anche gli obiettivi della riforma Brunetta. L'incompiuta.
Peccato infatti che, dopo averla emanata, il governo Berlusconi l'abbia praticamente depotenziata. I premi di merito restano, perlopiù, lettera morta. Rinviati causa crisi. Perché con il blocco per legge della contrattazione collettiva (decreto legge 78/2010) è rimandata anche l'entrata in vigore del nuovo sistema di incentivi individuali. Ovvero, uno dei punti cruciali per aprire le porte degli enti pubblici al merito, mandando in soffitta la consuetudine di distribuire premi a pioggia. Un'abitudine cattiva e, ovviamente, diffusa. Infatti, secondo un'analisi del professore della Bocconi Giovanni Valotti, il 95 per cento dei dipendenti pubblici ha una valutazione che in una scala 1 a 100, supera il 90. Tutti bravi, insomma. E lo stallo non finisce qui. Dopo la carota, addio anche al bastone. Con l'intesa del 4 febbraio 2011 tra governo e Cisl e Uil, le sanzioni ai dirigenti che non raggiungono gli obiettivi prefissati vengono azzerate. Tutti bravi, nessun responsabile, quindi. Come se non bastasse, il caso Civit. La commissione "indipendente" partorita da Brunetta per monitorare la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle pubblica amministrazione appena insediata finisce - tra accuse di conflitti d'interessi e consulenze discutibili - travolta dalle polemiche.
Ma se le difficoltà tecniche sono presumibilmente superabili, la questione è più profonda. Culturale. Ha a che fare con il rapporto degli italiani con il mondo del lavoro tout court. A parole siamo tutti per il merito. Le valutazioni? Solo in base alle nostre competenze. Le promozioni? Solo se assegnate in base ai risultati. Ma è davvero così? I dati raccontano di un'altra Italia. Secondo il World Value Survey, che fotografa lo stato morale e socio-culturale delle nazioni, "il 60 per cento degli italiani ritiene che tutti dovrebbero guadagnare allo stesso modo". Nei meritocratici Stati Uniti, all'opposto, il 90 per cento della popolazione ritiene che le persone dotate di maggiori abilità debbano guadagnare di più. Una differenza di forma mentis che trova riscontro anche in busta paga. In media nel pubblico impiego solo l'otto per cento è variabile, quindi legato al raggiungimento degli obiettivi. Mentre nei Paesi anglosassoni, a fronte di una media poco più alta (dieci per cento), si raggiungono però picchi che arrivano al trenta per cento. Del resto, a Londra e dintorni non vige quella tendenza all'appiattimento salariale che opera in Italia. Da noi, esempio tra i tanti, i presidi delle scuole superiori sono quasi inamovibili. In Gran Bretagna vengono licenziati se non sono all'altezza degli obiettivi stabiliti.
Tuttavia, il mercato non è la panacea al mal di merito. Il privato, almeno in Italia, non è del tutto esente da certi vizi del pubblico impiego. Clientelismo e nepotismo sono anche qui. A volte, persino in forma contrattualizzata. Come nel caso delle banche, ben disposte negli ultimi anni a firmare accordi sindacali per incentivare gli esuberi che prevedono vie preferenziali per l'assunzione dei figli. Posti di lavoro in eredità insomma. Una pratica che ha riguardato, tra le altre, Banca Intesa, Unicredit, Bpm e che alla Cgil Fisac "promettono di combattere", come assicura Agostino Megale. E quando gli accordi non ci sono, la famiglia resta comunque il più affidabile ufficio di collocamento per molti aspiranti colletti bianchi. Secondo uno studio Isfol, cinque lavoratori su dieci trovano lavoro grazie a parenti e amici. Una repubblica fondata sulla spintarella.
La differenza col pubblico, però, è che i fannulloni in azienda non fanno molta strada. Per fare carriera competenza, merito, valutazione dei risultati contano eccome. Una cartina di tornasole delle diversità con il pubblico è data proprio dalla distribuzione degli incentivi legati alla produttività. I premi a pioggia semplicemente non esistono, se non altro perché l'impresa non può permetterseli. Pena la perdita di competitività sul mercato. Si premia meno, ma meglio. Basta guardare l'incidenza media della retribuzione legata al merito: del quindici per cento per i manager delle aziende; dell'otto per cento per i dirigenti statali. Ovvero: chi macina risultati nel privato arriva a essere premiato due volte di più che nel pubblico.
Aforisma sul merito
A vedere la cura che le convenzioni sociali sembrano dedicare nello scartare il merito da tutte le cariche, dove esso potrebbe essere utile alla società, ed esaminando la lega degli sciocchi contro gli uomini d'ingegno, sembra di assistere a una congiura di servi per scacciare i padroni.
Nicolas de Chamfort
Aforisma N° 2
Meritocrazia: sistema sociale in cui la distribuzione di riconoscimenti e compensi è commisurata al valore della raccomandazione di ognuno.
Aorisma N° 3
Il mondo ricompenserà più spesso le apparenze del merito, che non il merito vero.
François de La Rochefoucauld
Aforisma N° 4
Se si trattasse ognuno a seconda del suo merito, chi potrebbe evitare la frusta?
William Shakespeare, Amleto, 1602
una persona nominata solo per
una persona nominata solo per meriti lavorativi ?
Sinceramente ho paura sia solo un caso determinato dalla specifica professionalità, ma ho comunque la speranza che possa essere un esempio anche per altre situazioni.
Risposta a Meritocrazia
Hai centrato il problema ! anche se si tratta certamente di una buona notizia, il fatto che faccia un tale clamore l'utilizzo, in questa occasione, della giustizia e della meritocrazia, non fa altro che mettere in evidenza come ci siamo ridotti. Se la nomina, SACROSANTA, dell'ing. Attias è un miracolo significa che questo paese non ha più alcuna speranza.
Sono d'accordo con te Tommy,
Sono d'accordo con te Tommy, in 30 anni di lavoro da statale ne ho viste di tutti i colori e non ho mai visto selezionare un dirigente per meriti professionali. Se come si dice questo sig. Attias è veramente bravo ed è arrivato ai vertici di una Amministrazione del calibro della Corte dei conti, allora c'è ancora un pò di speranza.
e 'sti cavoli !
e 'sti cavoli !
Come è brutta l'invidia !
Come è brutta l'invidia !
a parte l'educazione che non
a parte l'educazione che non guasterebbe, ti ricordo che nel mondo oggi ci sono circa 270 milioni di siti su cui si può "scegliere di navigare a proprio piacimento" !
Giovane ?
Ma se vi inventate le cose. Giovane dirigente de che ? Se Luca Attias c'ha ben più di 50 anni, è un vecchio come tutta la classe dirigente di questo paese.
Meditate gente ..................
Bugie gratuite
Bella figura che hai fatto caro anonimo ! Un consiglio: la prossima volta prima di sparare falsità così facilmente confutabili pensaci un attimo.
Per la precisione
Come puoi desumere facilmente da internet: http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/approfondime...
l'ing. Attias è nato nel 1965 e quindi, se la matematica non è un'opinione, tra poco compirà 46 anni. Non è certo un bambino, ma ho idea che quasi tutti i dirigenti generali (a parte quelli di nomina politica) siano parecchio più grandi di lui.
Anche su questo concordo con
Anche su questo concordo con te Tommy
Modello ideale
Mi auguro che prima o poi qualcuno si accorga di ciò che è stato costruito presso la Corte dei conti dal punto di vista informatco e lo proponga come modello da segiure anche per le altre pubbliche amministrazioni.
Meritocrazia
La notizia non può farmi che piacere. Se effettivamente la nomina fosse avvenuta solo sulla base di criteri meritocratici bisognerebbe metterlo sulla prima pagina dei giornali.
Roberto
Non lo conosco direttamente
Non lo conosco direttamente ma per interposta persona, mi dicono comunque sia un manager fantastico, una specie di Marchionne illuminato. Non può che farmi piacere.
per la redazione
scusate ma non riesco a leggere i commenti presenti sulle pagine successive alla prima, potete fare qualcosa ?
grazie
Enrico
L'informatica della Corte dei conti colpisce ancora
http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/maggio/050520...
i servizi on line della Corte dei conti
1) Sul sito istituzionale della Corte dei conti (www.corteconti.it) sono disponibili da qualche giorno due nuovi servizi rivolti al cittadino, agli avvocati ed alle pubbliche amministrazioni: nell'ambito del primo, attraverso le funzioni “calendario delle udienze“ e “consulta il ruolo di udienza“ si potranno liberamente visualizzare le informazioni relative alle date di udienza e ai ruoli dei giudizi che si discutono dinanzi a tutte le sezioni giurisdizionali della Corte sull'intero territorio nazionale (responsabilità e pensionistica). Il rilascio di questi nuovi “servizi on line” (S.O.Le), che si aggiungono alle già esistenti banche dati delle sentenze e delle decisioni delle Sezioni di controllo, rappresenta un'ulteriore tappa nel percorso di innovazione concreta che sta seguendo la Corte dei conti e che intende semplificare i rapporti con i cittadini, i professionisti e le p.a., in un’ottica di maggiore trasparenza e semplificazione che riduce la distanza tra l'utenza e la magistratura contabile; la fase successiva consisterà nel rilascio di servizi di accesso allo stato dei giudizi pendenti, previa autenticazione dell’utente (parte o avvocato), per arrivare, in un prossimo futuro, al vero e proprio processo telematico contabile (che potrà prescindere dal flusso documentale cartaceo).
2) In questa prospettiva si colloca la seconda profonda innovazione che - allo stato in via sperimentale e in parallelo con il cartaceo - lancia la Corte dei conti: la completa digitalizzazione (c.d. dematerializzazione) dei fascicoli processuali, realizzata presso la Sezione giurisdizionale Lazio, nonchè in corso di realizzazione presso altri poli regionali (Sezioni e Procure Emilia Romagna, Marche, ecc.), che affianca al fascicolo cartaceo uno speculare fascicolo elettronico, in modo da rendere maggiormente fruibili i documenti del processo contabile, anche da postazioni remote. In particolare, il Presidente della Sezione giurisdizionale e il Procuratore regionale per il Lazio hanno firmato una direttiva congiunta per il deposito informatico e la trasmissione, a mezzo di posta elettronica certificata, degli atti del processo celebrati innanzi alla locale Sezione giurisdizionale. L’iniziativa, per ora a carattere sperimentale, tende ad introdurre, accanto al tradizionale flusso documentale cartaceo, una prima “dematerializzazione” delle attività di competenza della Sezione giurisdizionale (già in corso), della Procura regionale e, in prospettiva, di alcune categorie di interlocutori esterni alla Corte (Avvocati, UNEP, Amministrazioni centrali e privati cittadini che nell’atto introduttivo del giudizio dichiarano di voler comunicare attraverso la Posta Elettronica Certificata) e potrebbe costituire un utile precedente a livello nazionale. Per accedere ai servizi, gli operatori dovranno collegarsi al sito web della magistratura contabile, www.corteconti.it e saranno guidati da un sistema di navigazione moderno e intuitivo. Anche in questo caso, l’obiettivo del progetto è quello di avvicinare il cittadino alla Corte dei conti per creare i presupposti per un’interazione fondata sulla collaborazione e sulla trasparenza, ma anche ridurre notevolmente le spese di giustizia a favore di servizi migliori e più celeri.
Ma quale PEC
Per me questa storia della PEC è tutta una buffonata. Brunetta si sta facendo solamente della pubblicità senza raggiungere nessun risultato.
domanda per la redazione
Ho letto che il pomeriggio del 20 maggio è previsto al forum PA un convegno dal titolo:
L'iinovazione comincia dalle persone. La gestione delle risorse umane nella PA.
Volevo sapere chi, oltre a Luca Attias, interverrà al convegno e se per caso avete qualche informazione in più circa i contenuti.
Scusate il disturbo ma dovendo venire da fuori Roma volevo essere sicura che ne valesse veramente la pena.
Cara Lorella pare che
Cara Lorella pare che quest'anno invece ci sarà !
Non ci credo per niente. Dopo
Non ci credo per niente. Dopo l'intervista al Forum non si è più fatto vedere perchè non ha il coraggio di esporsi nonostante sono sicuro che sia stato invitato molte volte. Vedrai che anche questa volta non si farà vedere.
Mi sa che hai fatto una figuraccia
Dalla lettura del programma del Forum PA mi sa che l'ing. Attias ci sarà e parlerà di valorizzazione delle competenze nella PA, Ti consiglio di venire alla conferenza magari impari qualcosa.
Luca Attias al Forum PA
Sono 4 anni che seguo questo spazio e sono molto curiosa di vedere e sentire Luca Attias dal vivo, verrò sicuramente.
Caro anonimo non per caso, i
Caro anonimo non per caso,
i miei complimenti, ritengo veramente innovativo affermare che uno che che è comparso sulla prima pagina del Messaggero o sul Corriere della Sera sostenendo che le raccomandazioni e la mancanza di meritocrazia sono uno dei mali più grandi di questo paese non abbia il coraggio di esporsi.
Debbo ammettere che tu invece hai veramente un bel coraggio !
Brava Alessandra
Non conosco Luca Attias ma da tutto ciò che ho letto su di lui mi sembra una delle poche persone che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose in Italia. Da quello che ho letto nel passato proprio su questo forum credo che in molti casi gli abbiano fatto pagare a caro prezzo le sue dichiarazioni. Attendo con serenità di sapere se sarà presente al prossimo Forum PA.