Intervista
L'innovazione comincia dalle persone
Abbiamo fatto una chiacchierata con Luca Attias, dirigente dei sistemi informativi della Corte dei Conti, per conoscere un pò più da vicino il vincitore del premio innovatori del FORUM PA 2008 per la categoria "tecnologie". Quello che abbiamo scoperto è un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti ha introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori. Anche grazie a questo impegno la Corte dei Conti è oggi una realtà tecnologicamente avanzata, che ha saputo produrre risparmi aumentando il volume e la qualità dei progetti gestiti. Perchè, ci ricorda Luca Attias, "dietro il nostro lavoro, c'è sempre un cittadino a cui abbiamo il dovere di rispondere".
Vedi anche
- Gli indicatori di impatto e il rapporto con gli stakeholder nei Comuni: parte il secondo ciclo di seminari on line del progetto Valutazione delle Performance
- Tagliare gli sprechi, non i sorrisi. Che fine ha fatto il benessere organizzativo?
- Alla ricerca del merito: in Inghilterra si fa così
- Quel che ho capito del Rapporto sul coordinamento della Finanza Pubblica presentato dalla Corte dei Conti
- Una prima valutazione dell'attività degli OIV per il reale cambiamento delle amministrazioni
- La classe dirigente che non c'è. Luca Attias a FORUM PA 2012
- Corte dei Conti a FORUM PA 2011
- Il contrasto della Corte dei Conti alla maladministration
- Le linee guida del Piano delle Performance nelle Province.
- L'impostazione del ciclo delle perfomance nelle Province.









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Commenti
Dove tutto è cominciato
Sono una romantica e per questo i miei complimenti preferisco inserirli qui dove tutto è cominciato. Molte altre persone si sarebbero montate la testa mentre l'ing. Attias resta sempre una persona umile.
Una chiave di lettura
Premetto subito che sono totalmente favorevole alla tua proposta fatta da Tommaso di un convegno specifico sui contenuti dell'intervento dell'ing. Attias all'ultimo Forum PA. Tuttavia sono anche convinto che è destinata a fallire miseramente e di seguito ti spiego il motivo. Luca Attias, nonostante il Forum PA e l'impegno, direi anche coraggioso, in questo senso del suo direttore è totalmente fuori dai circuiti decisionali e soprattutto mediatici. Mi spiego meglio: i politici che tu nomini, così come le altre persone che contano nelle decisioni associate alla digitalizzazione del Paese, partecipano mediamente ad un paio di convegni a settimana su questo tema (ripetendo inevitabilmente più o meno ogni volta le stesse cose). C'è da domandarsi quando trovino il tempo per lavorare, ma a parte questa considerazione personale, è proprio sulla parola lavorare che si gioca tutto. Da quello che ho capito l'ing. Attias è uno che, "purtroppo" (ironico) passa quasi tutto il suo tempo a lavorare sui progetti informatici di cui si occupa la Sua Amministrazione e per tale ragione non può certo partecipare ai numerosi convegni (in cui secondo me nessuno si sogna neppure di chiamarlo) di rito dove sono presenti tutti coloro che contano. Il fatto che poi esponga più proposte interessanti lui in un convegno che tutti gli altri nel corso dell'anno è solo un trascurabile effetto collaterale. Tutti (politici inclusi) si sono divertiti e hanno fatto i complimenti all'ing. Attias per quei 15 minuti straordinari ma implicitamente gli hanno anche detto "ora per favore fatti da parte e non farti rivedere prima del prossimo Forum PA".
La competenza è importante
C'è un aspetto che nessuno ha ancora sottolineato del convegno finale del Forum PA di quest'anno, mi riferisco al fatto che di tutti i partecipanti l'unico veramente esperto di IT era proprio Luca Attias. Penso che ci sia una chiara relazione tra la sua competenza specifica e il successo del suo intervento. Una esposizione di quel tipo la può fare solo un grande esperto della materia. La quasi totalità dei convegni sulla PA digitale, a parte qualche rara eccezione, è gestita da politici, rappresentanti del Governo, esperti di comunicazione, finti neo-informatici, imprenditori ed è per questo che i veri informatici vedono in Luca Attias una specie di simboloi della loro rivalsa. Provate a chiedere agli altri cosa è UML, o il paradigma ad oggetti o il ciclo di vita del software e vedrete cosa vi rispondono.
Messaggio per le aziende
Auspico che il management aziendale colga il fondamentale massaggio di Attias, non solo diffondendo il keynote dell'ingegnere al loro interno ma anche aiutando il management pubblico ad affrontare concretamente la problematica culturale, ne otterrebbero degli enormi vantaggi
Proposta per l'ing. Attias
Ing. Attias,
tenuto conto del successo delle sue interviste e delle sue presentazioni perchè non sviluppa un blog personale, non va su twitter e non fa una pagina facebook, secondo me avrebbe in poco tempo diverse migliaia di contatti e forse potrebbe finalmente portare a compimento le sue idee.
Selezionamo le competenze
Ho letto da un'altra parte di una persona che ha proposto di nominare Luca Attias a capo della nuova Agenzia per l'Italia Digitale. Nel condividere (e come non si potrebbe) la proposta sottolineo che l'importante non è che sia proprio Luca Attias (di persone competenti e in gamba come lui ce ne sono sicuramente diverse) ma è il principio della competenza e del merito che proprio Attias rappresenta bene in questa e nelle altre interviste presenti su questo sito che dovrebbe essere adottato nella scelta di certe importanti figure.
Consiglio per le persone interessate all'intervento di Attias
So che siamo in tanti, per cui vi suggerisco di arrivare al convegno puntuali alle 15, anche perchè l'orario potrebbe subire variazioni (l'intervento dell'ing. Attias già è stato anticipato stamattina).
Gentile dott. Sismondi
Gentile dott. Sismondi,
ho letto il Suo interessante (come sempre) articolo il Topo che mangiava i gatti dove sono elencate una serie di considerazioni che dovrebbero essere scontate in qualsiasi paese ma che in Italia diventano sfortunatamente innovazione.
In questo ambito ha giustamente ricordato le interviste e il keynote dell'ing. Attias e il blog che si è generato a partire da esse. In tutto ciò quello che mi sconforta di più è che dalla prima intervista ad Attias sono passati 5 anni, 4 anni e mezzo dal famoso messaggio di AS73 (o qualcosa del genere) su cui lei scrisse un articolo altrettanto interessante è non rilevo che tutti quei buoni propositi siano stati messi in pratica neppure in una minima percentuale.
E' una triste considerazione che baso sulla mia personale esperienza.
Lavoro in una grande azienda d'informatica e sono 8 anni che mi occupo di Pubblica Amministrazione. Tra i i primi dirigenti che ho avuto la fortuna di conoscere c'era proprio Luca Attias ed effettivamente mi ero illuso che stesse arrivando una ventata di novità e di competenza presso le Pubbliche Amministrazioni. Oggi come oggi registro che l'ingegnere della Corte dei conti è un caso atipico e isolato che mi ha illuso, ho incontrato centinaia di dirigenti e direttori generali per lo più incompetenti nella materia, ma in generale incapaci di fare quel mestiere, il dramma è che molti sono giovani e sovente scopro che sono figli o comunque parenti o amici del potente di turno.
Ho maturato in questi anni la triste consapevolezza che l'Italia abbia imboccato una strada senza via d'uscita ma, ancora più tristemente, anche una strada dalla quale non riesce a tornare indietro.
Volendo continuare a lavorare preferisco restare anonimo.
Con stima
ma quali competenze
Dopo che ho visto le consultazioni di oggi con Bersani posso affermare con tutta certezza che il movimento 5 stelle le competenze non le ha selezionate. I due capi gruppo sono più impresentabili di quelli del PDL (o quasi).
Io ho delle buone speranze
Secondo me il curriculum dell'ing. Attias potrebbe mettere la commissione esaminatrice in forte imbarazzo.
La politica non si imbarazza
La politica non si imbarazza mai in Italia !
Io ho dei dubbi
Ma tra coloro che debbono nominare questo "salvatore dell'informatica italiana", c'è qualcuno che sa che tipo di figura serve ? Io ho dei seri dubbi !
Ma l'agenda digitale si farà o non si farà? Certo che si farà, e con un sostegno parlamentare con pochi precedenti. Oggi la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ha infatti ha approvato il testo di legge relativo: 120 milioni per le start-up innovative, sviluppo delle infrastrutture, rottamazione dei Pc per le famiglie svantaggiate e digitalizzazione accellerata della Pubblica Amministrazione. Il testo unificato delle proposte di legge Gentiloni-Rao (PD-UDC) e Palmieri (PDL) contenente le "Disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali" offre un importante canovaccio all'azione di governo e di fatto andrà a costituire l'ossatura del decreto più volte rinviato noto con il nome Digitalia.
Il Fondo per l'Italia, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la partecipazione al Fondo mobiliare chiuso, con una dotazione di 120 milioni di euro per i prossimi tre anni previsto dal testo approvato non è l'unica notizia. Sono infatti previsti incentivi allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e misure per la semplificazione delle procedure amministrative, l'introduzione di contributi per il rinnovo delle dotazioni tecnologiche e il collegamento in rete delle famiglie meno abbienti; l'avvio "definitivo" della digitalizzazione della Pubblica amministrazione, attraverso una tempistica vincolante per la dematerializzazione dei servizi e la previsione di una legge annuale per l'economia digitale che si occuperà più in generale della pianificazione del settore, della ricerca scientifica e dell'alfabetizzazione informatica. Tutto questo insieme a un'altra disposizione: l'abbassamento al 4% dell'IVA per i prodotti editoriali digitali via Internet.
I più attenti ricorderanno che, nonostante si tratti di misure più volte invocate, quelle inserite oggi nel testo bipartisan provengono in gran parte dalla società civile e già avanzate all'epoca del decreto "Semplificazione". Quindi quel lavoro di Articolo 21, Libertiamo, Agorà Digitale, Aiip e altre associazioni non è andato perso. E in molti passaggi riecheggia le proposte fatte dall'associazione Glocus presieduta da Linda Lanzillotta, preentate proprio pochi giorni fa in un convegno alla Camera. L'avvio della discussione in aula di tutto il pacchetto è atteso per la ripresa dei lavori a settembre quando il governo dovrebbe trasformare il testo approvato oggi, integrandolo, o limandolo, in un decreto a cui lavora da mesi.
E L'agenzia per l'italia digitale, che per legge deve portare avanti gli obiettivi dell'agenda, per quella data sarà operativa o no? Certo che sì, ma solo se si sbroglia il nodo della sua governance e se a comandarla sarà un direttore competente e autorevole. Che non sappiamo ancora chi sarà. Con un emendamento al Decreto Sviluppo approvato giovedì scorso dalle Commissioni VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei deputati la nomina del direttore generale della nascitura Agenzia per l’Italia digitale, è slittata da 30 a 60 giorni. Doveva essere fatta per venerdì 27 luglio.
Già questo rinvio dà la misura della complessità della nomina per cui sarebbero in corsa Stefano Parisi di Confindustria Digitale, Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano e l'otusider, ex Sole24Ore, Stefano Quintarelli. Insieme a candidati più paludati come Salvo Mizzi, responsabile Internet di Telecom, Roberto Sambuco, capo dipartimento comunicazioni del MISE, Alessandro Fusacchia e Mario Calderini, consigliere per l’Innovazione del MIUR.
Come andrà a finire? La nomina spetta al premier d'intesa con i ministri Passera, Grilli, Profumo e Patroni Griffi, ma un ruolo pare ce l'abbia anche il sottosegretario all'editoria Peluffo. Per questo la scelta dei candidati è stata messa in mano a dei cacciatori di teste che forniranno una short list coi nomi citati e quello del "vero" candidato. I ministri non saranno tutti d'accordo e alla fine deciderà Monti.
Ma la partita non è complicata solo da candidature e autocandidature, quanto dalle funzioni che l'Agenzia deve svolgere, dalla sua dotazione economica e dalla parziale sovrapposizione con i compiti demandati ad Agcom. Problema serio perché l'Agenzia da organismo di regia e supervisione si sta tramutanto in un "ente vero e proprio che rischia di essere paralizzato dai troppi referenti", spiega Linda Lanzillotta, e che ha due compiti cruciali per il paese, sviluppare le reti di nuova generazione e garantire la sicurezza e l'interoperabilità dei dati della pubblica amministrazione pur senza averne tutti gli strumenti. E tuttavia la criticità più forte rimane che l'agenzia serve quattro padroni, mentre secondo la vox populi degli esperti tutte quelle funzioni dovrebbero andare a un'agenzia alle sole dipendenze del premier con a capo l'equivalente di un chief information officer in stile anglosassone.
Domanda per la redazione
Non riesco al leggere il commento dall'oggetto "speriamo bene", il link mi spedisce su quest'articolo ma non sul commento specifico. Se devo leggermi migliaia di commenti per trovarlo è impresa praticamente impossibile. Scusate per il disturbo ma vorrei essere sicura che non c'è altro da fare..
Marianna
Risposta a Marianna
Si tratta di un commento contenuto in una delle pagine successive alla prima. Purtroppo è un baco di questa versioen del sito che correggeremo nella versione succesiva. Ci scusiamo per il disturbo.
Il keynotes di Luca attias a FORUM PA 2012
Per tutti coloro che hanno animato in questi tre anni questo spazio, siamo lieti di comunicare che l'ingegner Attias sarà presente a FORUM PA 2012 con un proprio key note speech dedicato al tema della valorizzazione delle competenze. Già da oggi è possibile iscriversi all'evento attraverso la pagina del programma congressuale di FORUM PA 2012
www.iniziative.forumpa.it/expo12/convegni/la-valorizzazione-delle-compet...
Suggerimento
Leggetevi l'articolo di Andrea Lisi: Digilandia: il Governo Monti nel Paese delle Meraviglie Digitali. Chi apprezza le interviste di Luca Attias non può non apprezzare questo articolo.
Commento al Keynote di Luca Attias
Siccome sono un nostalgico il mio commento lo inserisco qui: si è trattato della performance più innovativa e coraggiosa che ho visto negli ultimi anni. La proiezione della scena di Festen e la sua contestualizzazione esprimono una sicurezza di se e una forza interiore non comuni. Complimenti ad Attias e al forum PA per quanto avete espresso oggi pomeriggio.
Il keynote di Luca Attias al Forum PA 2012
Se mi è consentito vorrei dare un contributo personale poichè alcuni anni fa ho partecipato ad una presentazione dell'ing. Attias anche se su un argomento diverso da quello che presenterà al Forum PA.
Consiglio a tutti di partecipare indipendentemente dai contenuti specifici perchè è molto interessante il modo con cui l'ingegnere imposta le presentazioni con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione del pubblico presente.
A meno che non abbia cambiato stile negli ultimi anni ci sarà sicuramente da divertirsi e da riflettere, a qualcuno magari non piacerà ma non sarà sicuramente un intevento che lascerà indifferenti.
Grazie Roberto
è stato proprio a causa del tuo messaggio che ho deciso di partecipare all'intervento del dott. Attias. Non mi entusiasmavo tanto dall'ultimo concerto di Bruce Springsteen e sono tornata a casa anche animata da una sensazione di speranza per il nostro futuro.
Cassa di risonanza
figurati è stato un piacere. Da quando ho sentito questa intervista ho sempre cercato di diffondere quanto in essa contenuto perchè lo ritenevo eticamente utile. Credo che sia un nostro dovere fare la maggiore cassa di risonanza possibile su certi argomenti e sui metodi proposti da Luca Attias perchè sono indirizzati ad avere un Paese migliore di quello attuale.
Cassa di risonanza 2
Ho visto che il link al keynote di Luca Attias è stato inserito in altri siti internet come ad esempio in questo: http://ministeriale.blogspot.it/2012/05/la-classe-dirigente-che-non-ce-l...
e ovunque viene inserito vedo che si solleva un dibattito acceso e interessante. Mi sembra che la tua Roberto sia un'ottima idea.
Qualche anticipazione sul keynote di Luca Attias
Grazie per la segnalazione, è proprio quello che ci ha detto Luca Attias in questa intervista: www.saperi.forumpa.it/story/66057/la-classe-dirigente-che-non-ce-luca-at...
Il suo obiettivo è rendere questo appuntamento del 16 maggio a FORUM PA interessante e divertente anche per chi di solito non segue questo tipo di argomenti, facendo qualche "incursione" anche in mondi alternativi, come il cinema e l'arte...
Luca Attias è diventato Dirigente Generale
Ho appreso con grande piacere della nomina dell'ing. Attias a Direttore Generale. Sapere che qualcuno bravo può arrivare è una bella iniezione di fiducia per tutti.
Intervista a Luca Attias
Consiglio a tutti di leggere l'intervista all'ing. Attias pubblicata sul Corriere della Sera di mercoledì 28 dicembre a pagina 8 dal titolo:
L'ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato
Curiosità
Ho sentito dire che la Corte dei conti ha pubblicato di recente su internet dei nuovi servizi al cittadino, mi sapete dire di cosa si tratta ?
non riesco a trovarlo non è
non riesco a trovarlo non è che puoi darmi una mano Alessandra sarei molto curioso di leggerlo
ciao
ho trovato il link
http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/28/ingegnere_virtuoso_c...
ecco l'intervista
La «macchina» dello Stato Il personaggio Luca Attias, 46 anni: in questo modo si porta la gente a lavorare anche di sabato e di domenica
L' ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato
ROMA - Non c' è solo chi timbra e scappa o moltiplica incarichi e paghe. Nell' esercito di dipendenti pubblici c' è, accanto a chi si imbosca, chi lavora anche per lui. Chi lucra sullo stipendio garantito, ma anche chi si impegna per far funzionare la complessa macchina dello Stato, senza ricevere per questo alcun riconoscimento. Tra i dipendenti statali «virtuosi», certificati dal premio del Forum della Pubblica Amministrazione, c' è Luca Attias, ingegnere informatico quarantaseienne, divenuto direttore generale dei sistemi informativi della Corte dei Conti, che assicura: «Il contesto è da brivido, e non solo nella pubblica amministrazione, ma chi lavora duro e con impegno c' è. E spesso non è premiato». Lei invece è stato tra i vincitori di vari premi. Perché? «Al di là dei riconoscimenti che, ho scoperto, a volte vengono dati a chi è raccomandato, c' è il risultato: mi viene riconosciuto di aver portato il sistema informatico della Corte dei Conti a un livello di eccellenza. E, ovviamente, non l' ho fatto da solo». Come ha fatto? «Ho adottato un metodo completamente diverso da quelli diffusi non solo nella pubblica amministrazione, ma anche in quella privata». Quale metodo? «La meritocrazia. Il potenziale umano nella pubblica amministrazione c' è. Ma occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby. Sembra banale, invece in questo modo si riesce a portare la gente a lavorare anche di sabato e di domenica. E anche a farla divertire». Chi le viene in mente quando pensa a impiegati virtuosi? «La prima che mi viene in mente è Cinzia Maregrande. Era una sorta di dattilografa che con me è diventata capoprogetto del più importante sistema informativo, quello della giurisdizione e delle Procure». Come? «L' ho valorizzata senza tener conto della qualifica ma di ciò che sapeva fare. Ma soprattutto si è impegnata sempre al massimo, senza far pesare la malattia che a giugno, giovanissima, l' ha portata via. Ma ce ne sono veramente tanti». Ad esempio? «È difficile fare nomi. Perché sono davvero troppi. Ma, ad esempio, ho un informatico, che era un collaboratore e ora è riconosciuto come un fenomeno della progettualità informatica. C' è da tenere conto però che siamo un settore, da questo punto di vista, fortunato». Perché? «Perché un informatico non può improvvisare. Conta quello che sa. Credo che avrei avuto maggiori difficoltà a superare concorsi se non fossero stati su argomenti tecnici molto specifici. E non sarei riuscito a far diventare questo sistema informatico quello che è, se non avessi avuto la libertà di poter utilizzare la mia banda di "sciamannati", preparatissimi, che lavorano senza risparmiarsi». Virginia Piccolillo
Fate piano
Mi domando come in un sistema marcio come il sistema Italia consentano ad uno così di finire sulle prime pagine di giornali importanti, quando qualcuno se ne accorgerà vedrete che nessuno lo chiamerà più.
Sogno o son desto
Un dirigente pubblico che dice "occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby". Attias dice delle ovvietà che però in 30 anni di lavoro nel pubblico impiego non ho mai sentito dire ufficialmente da nessuno. Complimenti sinceri anche per il coraggio.
Ti prego Luca vieni a fare il
Ti prego Luca vieni a fare il dirigente da me. Non me posso più di raccomandati e di incompetenti.
Se qualcuno vuole lavorare ai servizi informatici della Corte
Basta che vinca questo concorso che è appena stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e sul sito della Corte dei conti.
Concorso pubblico, per esami, a tre posti di informatico - III Area F1 - nel ruolo del personale amministrativo della Corte dei conti eccovi il link e in bocca al lupo:
http://www.corteconti.it/relazione_cittadini/concorsi/concorsi_precedenti/
C'è anche questo
Concorso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, n. 12 del 14 febbraio 2012
Concorso pubblico, per titoli ed esami, a tre posti di Dirigente di seconda fascia Area Informatica nel ruolo del personale dirigente della Corte dei conti
http://www.corteconti.it/relazione_cittadini/concorsi/concorsi_precedenti/
Per fortuna c'è qualcuno che
Per fortuna c'è qualcuno che riceve le domande di concorso anche via PEC !
Volevo evidenziare che la
Volevo evidenziare che la Corte dei conti non è stata affatto la prima ad utilizzare la PEC nei concorsi.
Sono sempre stato molto
Sono sempre stato molto critico con questo spazio e con Luca Attias di cui non condivido la maggior parte delle idee e dei metodi, debbo tuttavia ammettere che in questa precisa circostanza sono stato positivamente colpito dal tono e dal contenuto dell'intevista del Corriere della Sera.
Questa intervista rappresenta
Questa intervista rappresenta una consistente evoluzione rispetto a quella fatta dal forum PA. Credo che Luca Attias avrebbe molte altre cose interessanti da dire su diversi argomenti che ha causa dello spazio necessariamente esiguo sulla testata non sono stati sviluppati. Magari potrebbe essere una occasione per riprendere il discorso con il Forum PA.
cordiali saluti
Se ci fossero 1000 dirigenti
Se ci fossero 1000 dirigenti come Attias l'Italia sarebbe sicuramente un paese migliore. L'intervista è una delle più innovative che ho letto negli ultimi anni.
Finalmente un dirigente che
Finalmente un dirigente che ha il coraggio di dire come stanno veramente le cose e che sa fare il proprio mestiere. Considerando la situazione dell'Italia direi che a questo punto la carriera dell'ing. Attias è praticamente finit !. ;-)
Straordinario
Attias è cento anni avanti rispetto allo standard italiano !
W l'Italia
In un paese normale uno come l'ing. Attias sarebbe un buon candidato come Ministro per l'Innovazione. Da noi diventa un evento se uno bravo viene nominato direttore generale.
Per favore dateci un Governo
Per favore dateci un Governo tecnico ! Vogliamo persone che sanno di cosa parlano !
Caro Bersani
''Sento in giro molte preoccupazioni sul dopo Monti. Allora chiariamo subito un punto: qualunque ragionamento sul prossimo futuro deve partire dal presupposto che non vengano abolite le elezioni, magari su suggerimento di Moody's. Se in Italia passasse l'idea che la politica non e' in grado di tirarci fuori dalla crisi, noi ci porremmo automaticamente al margine delle democrazie del mondo''. Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, in un'intervista spiega che quella del governo tecnico una ''parentesi non ripetibile perche' il limite della soluzione tecnica non sta nel governo Monti, che pure ha fatto un gran lavoro, ma nella mancanza di univocita' di una maggioranza che ha opinioni diverse, perche' in natura esistono una destra e una sinistra alternative l'una all'altra''.
''Io dico - prosegue Bersani - che in un Paese maturo si fronteggiano un centrodestra, un centrosinistra ed eventualmente una posizione centrale che da una legislatura all'altra puo' dare flessibilita' al sistema. Chi vince, governa. Questo e' il vero tema, non quanti tecnici ci sono nel governo. E questo significa che non si puo' andare al voto proponendo una Grande Coalizione. Non esiste proprio''
Caro Bersani,
ci spieghi per favore dove hai vissuto negli utimi 20 anni ? perchè pensi che tutto il paese abbia il terrore della fine del governo Monti ? perchè poi arrivate voi "professionisti della politica" che oltre a non capire nulla di economia, scuola, sanità e quant'altro, continuate ad occuparvi di tutelare gli interessi vostri e dei vostri amici mentre il paese va a rotoli.
Mio caro Roberto ora che ce
Mio caro Roberto ora che ce l'hai cosa mi dici ? sei contento ? Almeno il governo precedente aveva tolto l'ICI. Francamente spero in un rapido ritorno del Cavaliere è l'unico che può salvare l'Italia.
chi salverebbe il cavaliere?
la pubblica amministrazione, dopo averla fatta ben bene bastonare da un livoroso come Brunetta? le fabbriche e le imprese, dopo averle abbandonate a se stesse senza una politica industriale degna di questo nome? i cittadini, che se non pagano l'ICI la ri/pagano 1000 volte con i tributi locali aumentati?
devi essere uno che ha interessi MOLTO privati da difendere, se speri in lui.....
Carissimo Monti, se avessi
Carissimo Monti,
se avessi l'idea innovativa di inserire una specie di ministero per l'informatica o qualcosa di simile pensa al ragazzo di questa intervista potresti ottenere dei risultati sbalorditivi.
in ogni caso ti faccio un grande in bocca al lupo !
In effetti non sarebbe niente
In effetti non sarebbe niente male al posto di Brunetta !
Non è che ci voglia molto !
Non è che ci voglia molto !
Proposta
Sarebbe interessante, alla luce del nuovo incarico, intervistare nuovamente l'ing. Attias su argomenti come la meritocrazia e la gestione delle risorse umane.
Ti hanno ascoltato, e chi
Ti hanno ascoltato, e chi l'avrebbe detto.
Mi associo alla proposta
Recentemente ho assistito ad un interessantissimo corso tenuto dall'ing. Attias sul rapporto tra informatica e managerialità. Credo che ne potrebbe uscire fuori un'intervista molto stimolante per i frequentatori di questo blog.
I miei più sinceri complimenti alla redazione per questo spazio.
Anche io
è sicuramente un argomento interessante e spinoso. Da informatico doc sono convinto che su questo aspetto si gioca il futuro di diverse aziende. Anche a me piecerebbe sentire cosa ne pensa Luca Attias.
Le modalità secondo cui
Le modalità secondo cui l'ing. Attias sta organizzando la nuova direzione generale dei sistemi informativi della Corte dei conti sono assolutamente innovative in tutto il panorama della Pubblica Amministrazione. Mi permetto di consigliare che un approfondimento su questo tema sarebbe utile per tutti.
Mi sembra un'ottima proposta.
Mi sembra un'ottima proposta. Avrei anche io qualche curiosità da chiedere all'ingegnere.
Anche io sostengo la
Anche io sostengo la proposta. Suggerirei che l'intervista la facesse la stessa giornalista che portò al successo "l'innovazione comincia dalle persone".
Ottima idea anche per me
Sono anni che questa intervista è una delle più viste su internet, relativamente ad argomenti associati alla Pubblica Amministrazione e nessuno a mai pensato ad una seconda puntata.
Se avessero voluto
Se avessero voluto intervistarlo di nuovo lo avrebbero già fatto da tempo. In realtà credo che il successo di questa intervista abbia dato fastidio a qualcuno. A buon intenditor .....................
Meritocrazia
Conosco Luca da circa sette anni e, a parte qualsiasi aspetto personale, la sua nomina mi ha fatto piacere perchè trattasi di un evento eccezionale per l'Italia. Dove si è mai vista da noi una persona giusta al posto giusto ? una persona nominata solo per meriti lavorativi ?
Sinceramente ho paura sia solo un caso determinato dalla specifica professionalità, ma ho comunque la speranza che possa essere un esempio anche per altre situazioni.
Vi consiglio un libro
Mal di merito
L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia
Autore Giovanni Floris
Editore Rizzoli, 2007
In Italia, il pezzo di carta più utile non è un titolo di studio, ma una lettera di raccomandazione. La prevalenza della spintarella non è folklore o semplice malcostume: soffoca la meritocrazia, blocca la mobilità sociale e dà fuoco alle polveri della guerra tra generazioni.
A proposito di meritocrazia
A proposito di meritocrazia vi consiglio di dare un'occhiata a http://www.meritocrazia.com/index.php da cui ho estratto questo pezzo di articolo, datato ma ancora attuale:
La mancanza dei valori della meritocrazia è la causa del declino della nostra economia e della spaventosa mancanza di equità della nostra società, che ha un gap tra ricchi e poveri analogo agli Stati Uniti, ma non ha la mobilità sociale americana. Siamo la società sviluppata che ha il più rapido declino economico e la maggior ineguaglianza sociale. Nel saggio Meritocrazia, ho spiegato quanto il termine sia recente, creato nel 1958 dal laburista inglese Michael Young: descrive il sistema di valori che premia l'eccellenza di un individuo indipendentemente dalla sua provenienza, che in Italia significa la famiglia di origine. Mentre le altre società moderne nel secolo scorso sono riuscite a evolvere da una economia agricola a una industriale e post-industriale, con lo Stato che sostituiva la famiglia come creatore di opportunità, la società italiana è ancora preda del 'familismo amorale', che prospera grazie all'assenza di uno Stato in grado di dare fiducia ai cittadini. Senza meritocrazia non è nata quella classe dirigente eccellente che in altri paesi è stata capace di creare opportunità per tutti i cittadini. Sono quattro le proposte per far sorgere il merito nella economia e nella società italiane. Lo tsunami economico e la spaccatura sul tema della scuola degli ultimi mesi le rendono ancora più urgenti.
BOCCIATI IN MERITOCRAZIA
BOCCIATI IN MERITOCRAZIA ......................
Fare carriera in base alla competenza professionale, ai risultati raggiunti, alla grinta sul lavoro. Un obiettivo che in Italia nella pubblica amministrazione resta lontano e che anche nel settore privato spesso viene messo in secondo piano da fattori "culturali": l'abitudine al clientelismo e al familismo. La nostra inchiesta racconta gli esempi peggiori e qualche esempio "virtuoso" di questo sistema-paese
Clientele, nepotismi, spintarelle, la legge del più bravo non decolla
L'ex ministro per la pubblica amministrazione e deputato Pdl. Nella foto attende il voto sul decreto milleproroghe
La crociata anti-fannulloni promessa dal ministro Brunetta nel settore pubblico è rimasta al palo: i premi di merito sono rinviati causa crisi e i sindacati hanno ottenuto l'azzeramento delle sanzioni ai dirigenti inefficienti. Ma al di là delle ragioni tecniche, pesa un ritardo culturale: il 60 per cento degli italiani pensa che tutti dovrebbero guadagnare allo stesso modo
Comincia tutto con la crociata anti-fannulloni. Maggio 2008, Roma, conferenza stampa del neo ministro Renato Brunetta. Il professore tuona: "Via ai licenziamenti anche nella pubblica amministrazione". E viene giù il diluvio. Applausi e critiche, favorevoli e contrari. L'incoraggiamento del centrodestra e i sindacati che alzano barricate. Ma tant'è. Il tema torna al centro del discorso pubblico, ancora una volta. All'Italia serve una cura: la meritocrazia. Ne va dello sviluppo, della crescita economica, del futuro stesso del Paese. E se quella sui "fannulloni" è solo la battaglia iniziale, la guerra si conclude - o così sembra - un anno dopo. Settembre 2009: il Parlamento licenzia la riforma del professore ministro. E dove non poterono le masse, poté Brunetta: "E' una rivoluzione. Questa legge cambierà la vita degli italiani". Niente di più lontano dalla realtà.
I vizi sono ancora tutti qui. Clientelismo e affini, familismo amorale e non, ogni forma possibile di nepotismo. E poi cooptazioni, raccomandazioni, segnalazioni più o meno abusive. Perché nell'Italia del 2012, tra le montagne russe dello spread e l'economia reale in sofferenza, la meritocrazia sembra, semplicemente, non pervenuta. Uffici del Senato: sommerso tra atti e un'agenda in costante evoluzione, il senatore Pietro Ichino affronta la questione in maniche di camicia: "Il settore pubblico è ancora in gran parte sottratto a quella verifica di efficienza che è data, per le aziende private, dall'operare nel mercato". Il punto è "introdurre anche nelle pubbliche amministrazioni degli elementi di mercato, di concorrenza. E introdurre la misurazione delle performance dei servizi forniti". Questi sulla carta erano anche gli obiettivi della riforma Brunetta. L'incompiuta.
Peccato infatti che, dopo averla emanata, il governo Berlusconi l'abbia praticamente depotenziata. I premi di merito restano, perlopiù, lettera morta. Rinviati causa crisi. Perché con il blocco per legge della contrattazione collettiva (decreto legge 78/2010) è rimandata anche l'entrata in vigore del nuovo sistema di incentivi individuali. Ovvero, uno dei punti cruciali per aprire le porte degli enti pubblici al merito, mandando in soffitta la consuetudine di distribuire premi a pioggia. Un'abitudine cattiva e, ovviamente, diffusa. Infatti, secondo un'analisi del professore della Bocconi Giovanni Valotti, il 95 per cento dei dipendenti pubblici ha una valutazione che in una scala 1 a 100, supera il 90. Tutti bravi, insomma. E lo stallo non finisce qui. Dopo la carota, addio anche al bastone. Con l'intesa del 4 febbraio 2011 tra governo e Cisl e Uil, le sanzioni ai dirigenti che non raggiungono gli obiettivi prefissati vengono azzerate. Tutti bravi, nessun responsabile, quindi. Come se non bastasse, il caso Civit. La commissione "indipendente" partorita da Brunetta per monitorare la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle pubblica amministrazione appena insediata finisce - tra accuse di conflitti d'interessi e consulenze discutibili - travolta dalle polemiche.
Ma se le difficoltà tecniche sono presumibilmente superabili, la questione è più profonda. Culturale. Ha a che fare con il rapporto degli italiani con il mondo del lavoro tout court. A parole siamo tutti per il merito. Le valutazioni? Solo in base alle nostre competenze. Le promozioni? Solo se assegnate in base ai risultati. Ma è davvero così? I dati raccontano di un'altra Italia. Secondo il World Value Survey, che fotografa lo stato morale e socio-culturale delle nazioni, "il 60 per cento degli italiani ritiene che tutti dovrebbero guadagnare allo stesso modo". Nei meritocratici Stati Uniti, all'opposto, il 90 per cento della popolazione ritiene che le persone dotate di maggiori abilità debbano guadagnare di più. Una differenza di forma mentis che trova riscontro anche in busta paga. In media nel pubblico impiego solo l'otto per cento è variabile, quindi legato al raggiungimento degli obiettivi. Mentre nei Paesi anglosassoni, a fronte di una media poco più alta (dieci per cento), si raggiungono però picchi che arrivano al trenta per cento. Del resto, a Londra e dintorni non vige quella tendenza all'appiattimento salariale che opera in Italia. Da noi, esempio tra i tanti, i presidi delle scuole superiori sono quasi inamovibili. In Gran Bretagna vengono licenziati se non sono all'altezza degli obiettivi stabiliti.
Tuttavia, il mercato non è la panacea al mal di merito. Il privato, almeno in Italia, non è del tutto esente da certi vizi del pubblico impiego. Clientelismo e nepotismo sono anche qui. A volte, persino in forma contrattualizzata. Come nel caso delle banche, ben disposte negli ultimi anni a firmare accordi sindacali per incentivare gli esuberi che prevedono vie preferenziali per l'assunzione dei figli. Posti di lavoro in eredità insomma. Una pratica che ha riguardato, tra le altre, Banca Intesa, Unicredit, Bpm e che alla Cgil Fisac "promettono di combattere", come assicura Agostino Megale. E quando gli accordi non ci sono, la famiglia resta comunque il più affidabile ufficio di collocamento per molti aspiranti colletti bianchi. Secondo uno studio Isfol, cinque lavoratori su dieci trovano lavoro grazie a parenti e amici. Una repubblica fondata sulla spintarella.
La differenza col pubblico, però, è che i fannulloni in azienda non fanno molta strada. Per fare carriera competenza, merito, valutazione dei risultati contano eccome. Una cartina di tornasole delle diversità con il pubblico è data proprio dalla distribuzione degli incentivi legati alla produttività. I premi a pioggia semplicemente non esistono, se non altro perché l'impresa non può permetterseli. Pena la perdita di competitività sul mercato. Si premia meno, ma meglio. Basta guardare l'incidenza media della retribuzione legata al merito: del quindici per cento per i manager delle aziende; dell'otto per cento per i dirigenti statali. Ovvero: chi macina risultati nel privato arriva a essere premiato due volte di più che nel pubblico.
Aforisma sul merito
A vedere la cura che le convenzioni sociali sembrano dedicare nello scartare il merito da tutte le cariche, dove esso potrebbe essere utile alla società, ed esaminando la lega degli sciocchi contro gli uomini d'ingegno, sembra di assistere a una congiura di servi per scacciare i padroni.
Nicolas de Chamfort
Aforisma N° 2
Meritocrazia: sistema sociale in cui la distribuzione di riconoscimenti e compensi è commisurata al valore della raccomandazione di ognuno.
Aorisma N° 3
Il mondo ricompenserà più spesso le apparenze del merito, che non il merito vero.
François de La Rochefoucauld
Aforisma N° 4
Se si trattasse ognuno a seconda del suo merito, chi potrebbe evitare la frusta?
William Shakespeare, Amleto, 1602
Aforisma N° 5
Esiste merito senza successo, ma non esiste successo senza qualche merito.
una persona nominata solo per
una persona nominata solo per meriti lavorativi ?
Sinceramente ho paura sia solo un caso determinato dalla specifica professionalità, ma ho comunque la speranza che possa essere un esempio anche per altre situazioni.
Risposta a Meritocrazia
Hai centrato il problema ! anche se si tratta certamente di una buona notizia, il fatto che faccia un tale clamore l'utilizzo, in questa occasione, della giustizia e della meritocrazia, non fa altro che mettere in evidenza come ci siamo ridotti. Se la nomina, SACROSANTA, dell'ing. Attias è un miracolo significa che questo paese non ha più alcuna speranza.
Sono d'accordo con te Tommy,
Sono d'accordo con te Tommy, in 30 anni di lavoro da statale ne ho viste di tutti i colori e non ho mai visto selezionare un dirigente per meriti professionali. Se come si dice questo sig. Attias è veramente bravo ed è arrivato ai vertici di una Amministrazione del calibro della Corte dei conti, allora c'è ancora un pò di speranza.
e 'sti cavoli !
e 'sti cavoli !