Editoriale
Noi… padroni di Internet
Come accade per l’aria che ci circonda, che tendiamo a dare per scontato che entri nei nostri polmoni ad ogni respiro, così anche per Internet queste domande chiave restano sullo sfondo: ma senza consapevolezza entriamo in territori ad alto rischio (e anche qui la metafora dell’aria con il suo avvelenamento progressivo è calzante) dove conviene addentrarci solo se ben armati.
A Cagliari si sono fatti passi avanti importanti in questa consapevolezza e si sono messe le basi per un lavoro futuro che non può che riguardarci tutti, cari amici innovatori.Forse è utile, però, prima di raccontavi le conclusioni del lavoro di Cagliari, condividere qualche breve definizione del tema, che almeno a me non era del tutto chiaro. Lo faccio citando a man bassa il bel sito della Società Internet ISOC Italia cui vi rimando per approfondimenti maggiori, ma ne avevamo già parlato in passato anche sulla nostra newsletter e su Saperi PA trovate alcune interviste interessanti.
Partiamo dalla definizione: il termine inglese Internet Governance è preferibile a traduzioni del tipo “governo della rete Internet", che facilmente tenderebbero ad associare la Internet Governance alle funzioni dei governi, mentre, come tutti sappiamo, Internet è un prodotto di collaborazione che è nato, è gestito e si sviluppa con un processo decisionale informale dal basso verso l'alto, molto diverso dalle strutture formali dei governi. Fino a qualche anno fa per Internet Governance si intendeva l'aspetto limitato al controllo della parte del nucleo centrale della rete: il sistema di indirizzi IP che garantiscono alla rete stessa di conservare la propria unicità. Più recentemente la Internet Governance si identifica con lo sviluppo e l'applicazione di regole, procedure decisionali e programmi condivisi che determinano l'evoluzione di Internet, secondo i principi del multilateralismo, multi-stakeholder, di democrazia e trasparenza; dove ruoli e responsabilità degli stakeholder, suddivisi in tre categorie – Governi, Settore Privato e Società Civile - sono ben definiti. La Internet Governance, quindi, oggi comprende non solo le questioni puramente tecniche, ma anche gli aspetti economici, sociali e politici sino alla definizione di regole che sovrintenderanno al funzionamento della Rete.
Citare tutti i temi in discussione sarebbe qui impossibile, ma pensate solo alla gestione delle risorse critiche (tipo i domini) o ai problemi di accesso per tutti (si comincia sempre più a pensare all’accesso alla rete come “servizio universale”, ma questo vale solo per una fetta relativamente piccola del mondo e gli altri?) o al conflitto di interessi tra libertà da censure e sicurezza (drammaticamente scoppiato dopo l’11 settembre) o ancora alle politiche dei diritti d’autore in un ambiente in cui ogni utilizzatore è insieme potenzialmente anche un autore, o ancora all’importante effetto che Internet può avere sull’ambiente. Insomma roba troppo seria perché possa essere lasciata solo alle aziende o solo alla politica.
Proprio qui c’entrano le conclusioni di Cagliari. Si è deciso infatti di dar vita “dal basso” alla sezione italiana dell’Internet Governance Forum, senza aspettare la decisione del Governo ma, proprio nello spirito multi-stakeholder, includendo governo, aziende, società civile.
Nasce quindi l’IGF Italia con un documento coraggioso ed una grande apertura a tutte le componenti e a tutti i soggetti. Noi gli auguriamo buona fortuna e staremo in guardia perché cresca sicuro e libero.
Vedi anche
- IGF Italia 2012 – Il futuro di Internet: regole, economia, società
- Legge incontra codice. Un hackathon al Parlamento europeo
- Dalla trasparenza globale al controllo globale? Il Garante-privacy invita a governare Internet e a gestire le nuove tecnologie
- La memoria lunga della rete
- Dove sei IPv6?
- Internet riguarda tutti. Voci dall’Internet Governance Forum Italia 2010
- Manifesto per l’Open Government - La presentazione
- Il Digitale è Politico: una nuova generazione di diritti di cittadinanza
- Il diritto di accesso a Internet
- e-Welfare: l'infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza










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