Sicurezza: governare le tecnologie in un'ottica di sicurezza partecipata
Le tecnologie sono strumenti fondamentali nell'ambito della sicurezza, ma devono essere governate dall'uomo: vanno scelte e utilizzate sulla base di obiettivi, regole e processi di lavoro ben definiti. All'uso di tecnologie sempre più evolute (videosorveglianza, allarmi, collegamenti satellitari, reti in fibra ottica) si deve accompagnare una politica di recupero di fiducia e collaborazione tra i diversi soggetti che possono essere coinvolti, ciascuno con il proprio ruolo, nelle politiche della sicurezza, soprattutto quando si parla di prevenzione: non solo gli enti, centrali e locali, e le forze dell’ordine, ma anche le industrie che producono le tecnologie, il mondo della ricerca, la scuola (per l’educazione alla legalità), i singoli cittadini. Perchè per produrre sicurezza bisogna puntare, oltre che sul controllo formale e sulle risposte tradizionali (il solito “più uomini e più mezzi”), anche su altri strumenti: la riqualificazione degli spazi, la vitalità delle strade, la coesione sociale.
Nello stesso convegno Vai al programma
- L’Arma dei Carabinieri, TechFor ‘08 e la sicurezza partecipataa cura di Pasquale Lavacca (Responsabile Centro di competenza per l’IT - Arma dei Carabinieri)
- Sicurezza: governare le tecnologie in un'ottica di sicurezza partecipataa cura di Daniela Stradiotto (Direttore del Servizio Controllo del Territorio - Ministero dell’Interno)
- La percezione della sicurezza nei piccoli centria cura di Antonio Incollingo (Sottosegretario Presidente - Giunta Regione Molise)
- Le tecnologie innovative per la sicurezza partecipataa cura di Fabrizio Cristalli (Direttore Generale Vicario DG Protezione Civile - Regione Lombardia)
- Le tecnologie innovative per la sicurezza partecipata: l'approccio Elsag Datamata cura di Carlo Gualdaroni (Amministratore Delegato - Elsag Datamat)
- Sicurezza: tecnologie, risorse e fattore umanoa cura di Maurizio Tucci (Amministratore Delegato - Selex Comms – Gruppo Finmeccanica)
- SCOUT: soluzione multifunzione per le Forze dell'Ordinea cura di Emanuele Polizzi (Marketing Developer - Sintel Italia)

















Commenti
Cos’è la Sicurezza ? Una catena !
Cos’è la Sicurezza ? Una catena !
“PRONTUARIO” SULLA SICUREZZA: MESSA A NORMA DELL'OPERATORE DI POLIZIA LOCALE.
_(di Armando Serra – Funzionario di P.L. Roma - email liberoforum@gmail.com
T. 3384500272 Amministratore del Forum di www.ultimogruppo.altervista.org )
Alcuni titoli sulla Sicurezza da discutere, approfondire, sviluppare tra gli Operatori della Polizia Locale, con il Parlamento (nuova Legge Quadro sulla P.L., potere dei sindaci, ecc.),
le Amministrazioni Locali (regolamenti e dotazioni, corsi e aggiornamenti),
i sindacati (proposte, trattative) per un vero Progetto Sicurezza per la Polizia Locale.
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Recentemente le polemiche sulla sicurezza in generale e sulla sicurezza dell’Operatore di Polizia Locale hanno coinvolto tanta parte dell’opinione pubblica, spesso in modo strumentale o deformante o esagerando, senza mai approfondire con equilibrio.
Per quanto riguarda l’ Operatore, alcuni tentano di ridurre il problema, che è alquanto complesso, in “PISTOLA SI, PISTOLA NO” che è la cosa più sbagliata, quasi fosse una questione solo individuale, del singolo solo, di fronte alla realtà:
“OGNIUNO PER SE, DIO PER TUTTI”,
invece la realtà deve essere, il più possibile:
“TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI”.
Ovvero una risposta che complessivamente sappia coniugare l'organizzazione dell'Istituzione e le capacità del singolo anche nell'immediatezza e che, eventualmente, sappia proseguire l'azione nel tempo. Insomma, si tratta, dal punto di vista della sicurezza, di mettere a norma l'operatore.
Sappiamo che la Sicurezza in assoluto non esiste.
Però esiste un buon livello di essa e si costruisce attraverso un lavoro meticoloso fatto di analisi, metodo, professionalità, organizzazione, aggiornamenti continui, sperimentazioni, provvedimenti legislativi, certezza e rapidità della Giustizia e strumenti tecnici vari e concreti.
La sicurezza non si improvvisa, né si può pensare che sia fatta di cose prese singolarmente, staccate le une dalle altre:
GLI ANELLI TANTO SONO PIU' SALDI TRA LORO TANTO PIU' FUNZIONA UNA CATENA. SINGOLARMENTE GLI ANELLI NON FANNO CATENA.
Insomma per fare Sicurezza c’è bisogno di un PROGETTO SICUREZZA A CATENA.
Il concetto base è:
la Sicurezza dell’Operatore è anche la Sicurezza del Cittadino, la Sicurezza una catena!
I titoli che seguono sono gli ANELLI DELLA CATENA.
Naturalmente necessita svilupparli uno per uno per poi metterli insieme come una catena.
Forse non si riuscirà a metterli tutti insieme in una volta sola, ma dobbiamo avere consapevolezza della complessità e scegliere quali anelli ci permettono di conseguire, per il momento o al momento, presto e in modo evidente, almeno un livello accettabile di sicurezza attiva e passiva, forte deterrente per tutte le possibili minacce e strumento di interventi reali e consapevoli, garanzia dell’operatore e del cittadino per un servizio efficiente ed efficace.
a) Certezza della qualità giuridica dell’operatore
b) Cognizione dei valori della funzione svolta
c) Chiarezza di compiti e funzioni attraverso una formazione permanente
d) Costruzione dell’immagine della Polizia Locale a livello nazionale e locale
e) Istituzionalizzare corretti e costanti rapporti con i mezzi di comunicazione di massa
f) Consulenza giuridica in tempo reale (ufficio di)
g) Consulenza psicologica metodica (ufficio di)
h) Coperture previdenziali e assicurative adeguate
i) Addestramento comportamentale delle situazioni critiche
j) Organizzazione del servizio non burocratica ma operativa e condivisa
k) Capacità di disciplina e modelli di gerarchie utili
l) Gratificazione dei buoni servizi resi a livello di singolo e collettivi
m) Collegamenti radio e banche dati, con trasmissione dati in tempo reale verso l'operatore e viceversa
n) Pattuglie di ausilio e di pronto intervento territoriale per gli operatori in difficoltà
o) Localizzazione degli operatori e telecamere nei punti critici (sistema)
p) Collegamenti e coordinamenti organici tra le forze dell’ordine (uffici e sale operative sinergiche)
q) Collegamenti organici con i servizi sociali territoriali
r) Rapporti costanti con le realtà di territorio organizzate dai cittadini
s) Monitoraggio costante della salute degli operatori e degli ambienti frequentati
t) Applicazione della Legge 626/94 – ora legge 81/08 e di quella parte del C.d S. che prevede la sicurezza sulla strada degli operatori attraverso strumenti e tecniche di impiego
u) Dotazioni specifiche per le operazioni che le richiedono e divise più appropriate al tipo di servizio ( tute, giubbetto e guanti anti-taglio, scarponcini antinfortunistica ecc.)
v) Addestramento fisico continuo nella autodifesa (palestra di)
con uso delle manette, della “mazzetta - distanziometro”, della bomboletta urticante, delle armi da sparo ...
z) Tipi e uso dei veicoli in dotazione e delle cinture ed altri mezzi di sicurezza a corredo
Qualcosa manca? Aggiungiamo. Qualcosa è in più? Togliamola.
Ogni punto ( ANELLO) è oggetto di discussione, sviluppo e approfondimento e non è in ordine di importanza, cosa che si può fare successivamente. Discutiamone. Propongo un: “PRONTUARIO” SULLA SICUREZZA: MESSA A NORMA DELL'OPERATORE DI POLIZIA LOCALE.
Scriviamolo TUTTI INSIEME attraverso la discussione e il contributo di tutti.