Le cause della durata non ragionevole dei processi penali
I risultati delle indagini fattuali sulle cause della patologica lunghezza dei processi penali mostrano come essa non sia da addebitare a questioni legislative, ma a fattori empirici, organizzativi e culturali. I rimedi – dice Iuzzolino - non dovrebbero quindi essere legislativi, ma organizzativi. Lo studio dell’Eurispes dedicato rivela ad esempio che il 76% delle prime udienze dei processi penali vengono rinviate ad altra udienza o regrediscono alla fase delle indagini per cause che fanno riferimento all’impreparazione delle parti ad affrontare il provvedimento o per cause di inadeguatezza logistica delle attrezzature, tutti fattori che non hanno una diretta correlazione con il diritto processuale.
Allegati
Nello stesso convegno Vai al programma
- Proposte legislative per lo sveltimento dei processia cura di Umberto De Augustinis (Vice Capo Vicario Dipartimento affari giuridici e legislativi - Presidenza del Consiglio dei Ministri)
- Un approccio integrato al problema della durata dei processia cura di Claudio Zucchelli (Capo Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi - Presidenza del Consiglio dei Ministri)
- Il sistema degli indennizzi e dei ricorsia cura di Nicola Lettieri (Sostituto P.G. - Corte Suprema di Cassazione)
- Le cause della durata non ragionevole dei processi penalia cura di Gabriele Iuzzolino (Vice Capo dell'Ufficio legislativo - Ministero della Giustizia)
- Alle radici dell’accumulo del contenzioso civilea cura di Giorgio Costantino (Ordinario di Diritto processuale civile - Università Roma Tre)
- Digitalizzazione, prescrizione e criteri di gestione dei processia cura di Giacomo Caliendo (Sottosegretario per la giustizia)

















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