La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista del CIMO-ASMD
“Se da dieci anni un sistema non funziona, evidentemente c'è qualcosa di sbagliato alla base”. Esordisce così Riccardo Cassi, Presidente nazionale di CIMO - ASMD (Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri - Associazione Sindacale dei Medici Dirigenti), il quale mette l’accento sul meccanismo degli incarichi che, secondo lui, non è adatto a riconoscere il lavoro del professionista nel settore medico, perché una volta affidato un incarico questo diviene un ruolo organizzativo e non più professionale. Rispetto agli stessi criteri di valutazione, secondo Cassi solo uno è veramente tecnico, mentre gli altri sono tutti organizzativi, per cui l'azienda non ha uno strumento che misuri la professionalità dei medici e del personale in genere, e questo è un grosso handicap per un'azienda che deve produrre salute. La proposta è quella di ripensare una carriera professionale in cui chi ricopre il ruolo di direttore di struttura complessa ritorni anche ad avere un ruolo di riferimento come professionista, perché senza leadership professionale i suoi sottoposti non lo seguono. Si hanno due anni a disposizione per intervenire a monte, conclude Cassi, in quanto ci si gioca il futuro.
Nello stesso convegno Vai al programma
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- La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista della Cisla cura di Daniela Volpato (Segretario nazionale - FP - CISL)
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- La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista del CIMO-ASMDa cura di Riccardo Cassi (Presidente nazionale - CIMO-ASMD)
- La dirigenza in sanità: il punto di vista della FASSIDa cura di Francesco Lucà (Coordinatore nazionale - FASSID)
- La professionalità nella Sanità pubblica: il punto di vista di ANAAO ASSOMED - Associazione Medici Dirigentia cura di Domenico Iscaro (Presidente nazionale - ANAAO-ASSOMED)
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- Azienda sanitaria di Firenze, nuovo modello organizzativo per processi .a cura di Pierluigi Tosi (Direttore Sanitario - Azienda Sanitaria di Firenze)

















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