Lo stato delle relazioni tra amministratori e cittadini, evidenziato anche dai risultati delle elezioni di aprile, necessita di riflessione e di nuova energia.
La Carta di Belluno, sottoscritta il 21 gennaio tra Legautonomie e Forum PA, può essere lo strumento che consente di avviare la riflessione e ridare vitalità ai rapporti degli enti pubblici con i propri cittadini.
Molte esperienze sono state fatte nel corso degli anni: le città dei bambini e delle bambine, le città dei disabili, la progettazione partecipata, i bilanci partecipati, i bilanci sociali … tutti strumenti che hanno arricchito i rapporti con i cittadini e il loro coinvolgimento nelle scelte.
Ci rendiamo conto però che tali strumenti soffrono di una certa stanchezza: di alcuni temi (le città dei bambini, dei disabili) non se ne parla quasi più; le progettazioni partecipate sono relegate ad alcuni episodi molto significativi ma poco generalizzati; i bilanci sociali e partecipati sono costruiti con pochi addetti ai lavori; sono pochissime le esperienze di rendicontazione chiara e comprensibile per la maggior parte dei cittadini; soffrono anche le esperienze di partecipazione all’attività amministrativa, soprattutto per quanto riguarda la proposta, la possibilità di intervenire sulle scelte delle amministrazioni. Sono in sofferenza i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, che non riescono a espletare pienamente il loro ruolo.
La Carta di Belluno, nella sua semplicità e sinteticità, ci si offre come strumento per provare a costruire insieme indicatori di programmazione e di rendicontazione veramente comprensibili per i più ed efficaci ai fini della comunicazione, della partecipazione e della trasparenza.
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