forumpa 2013

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FORUM PA 2013, ma perché?

Con il prossimo saranno ventiquattro i FORUM PA che abbiamo proposto agli innovatori italiani. È passata così non solo una buona parte della mia vita, ma anche un paio di “repubbliche”, quindici governi, una dozzina di diversi ministri della pubblica amministrazione, un certo numero, grande a piacere, di riforme epocali. Mi viene quindi naturale chiedermi perché proponiamo un altro FORUM PA, cosa mi aspetto da questi tre giorni (che in realtà sono la punta di un iceberg di lavoro che dura tutto l’anno), se e come possiamo essere ancora utili ad un disegno riformatore, che si presenta invero un po’ acciaccato, forse per gli anni passati.

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Un decalogo per il Governo: per fare (e non solo annunciare) innovazione nella PA

Caro Governo, l’anamnesi è ahimè negativa. Per troppi anni abbiamo sentito annunciare riforme anche ottime, ma che non sono mai arrivate sino a cambiare effettivamente i comportamenti. Leggi su leggi si sono affastellate normando più e più volte le stesse materie, producendo grattacieli di carte e di piani, senza ottenere i risultati attesi. Trasparenza, liberalizzazione, digitalizzazione, anticorruzione sono state più parole da convegno o adempimenti burocratici che programmi concreti di cambiamento. Mi permetto quindi, prendendomi un po’ in giro da solo, di proporti un decalogo, una sorta di tavole della legge per l’azione, breve o lunga che sia, che svolgerai per l’innovazione nella PA.

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Una Smart City in Agenda

Tra le iniziative che il prossimo governo metterà con urgenza in agenda, speriamo che un posto importante sia destinato al tema delle smart cities. Quello che rileviamo è che se la discussione ha raggiunto un elevato grado di maturità, poco ancora è stato fatto per tradurre l'approccio alle smart cities in un percorso operativo concreto. Per aiutare questo percorso FORUM PA ha messo in campo una serie di iniziative, tra cui: Strumenti innovativi per la trasparenza e la gestione dei dati territoriali, un Accordo strategico con l’ANCI per la promozione del loro Osservatorio Nazionale sulle Smart Cities, un Percorso tematico di approfondimento dedicato nell’ambito della prossima Manifestazione.

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Il topo che mangiava i gatti

Lettera aperta al nuovo Governo perché torni al piano della realtà. Ora che abbiamo visto di tutto nel teatro della politica, tutto diventa possibile. Persino rimettere mano alla macchina pubblica, ma dobbiamo avere idee chiare su dove vogliamo arrivare e su quale sia la PA che serve a far ripartire il Paese, zavorrato dalle sue enormi emergenze che si chiamano lavoro, diritti, sviluppo sostenibile. La storia ci insegna che se non ci facciamo guidare dai bisogni reali dei soggetti reali (cittadini e imprese) entriamo nell’iperuranio delle norme esteticamente apprezzabili e politicamente accettabili, che però moltiplicano adempimenti e scambiano la carta con la realtà, come il topo che mangiava i gatti della bella favola di Rodari che tante volte ho raccontato ai miei figli e, molti anni dopo, al mio nipotino Marco. Per questo provo a incitare, in una lettera aperta, il nuovo e ad oggi ancora non definito Governo a muoversi su alcune direttrici precise.

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La parabola del cotechino

Un Mauro Bonaretti molto arrabbiato dietro a questa metafora cruda che, se ci strappa un sorriso per l’ambientazione dal salumiere, ci fa amaramente riflettere sul crescente iato tra legislatori e regolatori rispetto al Paese reale. Difficile non condividere la sua indignazione che faccio mia, pur nella ragionevole speranza che le tante e eccellenti professionalità che vivono e lavorano nelle nostre amministrazioni sapranno trovare, attraverso un coinvolgimento e un’alleanza virtuosa con imprese, cittadini, terzo settore e con la stessa politica (che altro non è che la funzione di rappresentanza di questi portatori di interessi), una sintesi tra l’attenzione alla legalità e il ritorno a una realtà fatta di bisogni concreti da soddisfare e di cose da fare tutti i giorni. Insieme.

(Carlo Mochi Sismondi)

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Cosa lo sappiamo, ora troviamo come! Qualche idea ce l’avrei…

Il prossimo post che leggo che mi dice che non possiamo perdere il treno, che dobbiamo attuare l’agenda digitale, che dobbiamo dare una svolta all’innovazione, che non possiamo permettere che un non-governo non governi la politica per il digitale, che “la Francia invece…”, che “hai visto in USA…”, che prima di tutto il lavoro per i giovani, che il futuro è nelle smart city, che se usiamo il cloud risparmiamo miliardi, ecc. giuro che ululo alla luna per una notte intera! Quello che c’è da fare lo sappiamo, quel che non sappiamo trovare è come farlo...

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Buona Pasqua, se…

La Pasqua tocca profondamente ciascuno di noi, cristiani e non cristiani, portando una ventata di speranza, di vita e di colori contro il grigio, la monodimensionalità delle intelligenze, l’inverno dello spirito. Buona Pasqua quindi. Ma, dal mio punto di vista, sarà una Buona Pasqua per noi e per le nostre amministrazioni soprattutto se crederemo nella ripresa, ma se…

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Una politica per l’agenda, un’agenda per la politica

Articolo del dossier FORUM PA 2013: What's new?

Continuiamo il nostro percorso tra i temi centrali del prossimo FORUM PA 2013. Dopo avervi illustrato la settimana scorsa il tema centrale dell’anno “Il Paese alla sfida della trasparenza”, in questo articolo esaminiamo il tema della costruzione dell’Italia digitale, che sarà uno dei pilastri della manifestazione, nonché della nostra attività dei prossimi anni. Lo facciamo partendo dalla presentazione del programma di lavoro dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) che il suo Direttore, Agostino Ragosa, ha esposto pochissimi giorni fa a tutti i responsabili dell’ICT delle amministrazioni centrali in un affollato incontro.

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FORUM PA 2013: il Paese alla sfida della trasparenza e della verità

Articolo del dossier FORUM PA 2013: What's new?

Tre sono le parole d’ordine dell’Open Government: partecipazione, collaborazione, trasparenza. In questo momento, però, la nostra attenzione si rivolge con la massima energia sulla grande domanda di trasparenza che leggiamo intorno a noi e che è giustificata e ragionevole. Se anche potessi svolgere qualsiasi adempimento online, potessi dimenticare per sempre l’indirizzo di qualsiasi sportello pubblico e potessi dialogare via Internet con qualsiasi ufficio, ma non sapessi esattamente come vengono spesi i miei soldi sino all’ultimo euro, sarei un cittadino a metà.

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The day after : parole e pensieri del dopo elezioni

Inutile parlare dei risultati elettorali: il profondo cambiamento culturale, sociologico e politico della geografia del Parlamento è sotto gli occhi di tutti. Ma si sa che, come diceva il mio amato Gaber, “La realtà è un uccello che non ha memoria, devi immaginare da che parte va” e in genere va dove non ci saremmo immaginati. Insomma tutto cambia e il cambiamento, come sempre, ci interroga. Io provo rispondere a questi muti interrogativi buttando giù qualche breve riflessione su quelli che mi sembrano essere alcuni dei pilastri che, pur nella clima rivoluzionario e vagamente giacobino che attraversiamo, non possiamo permetterci di segare se non vogliamo che il tetto della nostra democratica convivenza ci caschi in testa. Come sempre mi limiterò alle cose che rientrano nel novero dei nostri primari interessi, perché di tuttologi ne abbiamo già abbastanza in TV.

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