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Agenzia per l'Italia Digitale presenta il Progetto FINNO a FORUM PA 2013

La crisi economica, caratteristica comune degli ultimi anni e che coinvolge trasversalmente tutti i paesi e tutti i settori, può essere affrontata attraverso una collaborazione transnazionale efficace e mirata. Secondo la Commissione Europea la politica di innovazione attuale è rivolta ad aiutare le imprese, anche con contributi per obiettivi sociali più ampi, come la crescita, occupazione e sostenibilità.

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L’implementazione del Compact all’interno della pubblica amministrazione centrale

"Approvato nel novembre del 1998, il Compact rappresenta la realizzazione dell’impegno assunto da Tony Blair nel corso della campagna elettorale dell’anno precedente: coinvolgere attivamente il terzo settore nella realizzazione delle politiche sociali del Regno Unito. Per diversi anni, infatti, pur ricoprendo un ruolo socialmente ed economicamente importante, le organizzazioni del terzo settore (OTS) non hanno goduto di alcun riconoscimento formale da parte delle istituzioni pubbliche, rimanendo quasi sempre escluse dai tavoli decisionali legati allo sviluppo e implementazione delle public policies del Paese. Proviamo a comprendere come gli apparati del governo centraleabbiano progressivamente fatto propri i principi del Compact, sviluppando misure capaci di migliorare i rapporti istituzionali con le OTS e atti a sviluppare forme di collaborazione sempre più intense con tali realtà".
Continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Il Compact inglese: obiettivi e principi dell'Accordo tra PA e terzo settore

Il Compact è un accordo che regola i rapporti tra pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore (OTS) inglesi in tema di politiche sociali. Negli ultimi quindici anni, grazie alla sua natura flessibile e al pragmatismo degli attori coinvolti, ha contribuito ad un sostanziale miglioramento delle relazioni tra PA e OTS, favorendone la collaborazione in diversi ambiti e condizioni. Vediamo quali sono i principi stabiliti in questo documento e quali gli strumenti operativi predisposti per implementarli e farli rispettare.

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Il topo che mangiava i gatti

Lettera aperta al nuovo Governo perché torni al piano della realtà. Ora che abbiamo visto di tutto nel teatro della politica, tutto diventa possibile. Persino rimettere mano alla macchina pubblica, ma dobbiamo avere idee chiare su dove vogliamo arrivare e su quale sia la PA che serve a far ripartire il Paese, zavorrato dalle sue enormi emergenze che si chiamano lavoro, diritti, sviluppo sostenibile. La storia ci insegna che se non ci facciamo guidare dai bisogni reali dei soggetti reali (cittadini e imprese) entriamo nell’iperuranio delle norme esteticamente apprezzabili e politicamente accettabili, che però moltiplicano adempimenti e scambiano la carta con la realtà, come il topo che mangiava i gatti della bella favola di Rodari che tante volte ho raccontato ai miei figli e, molti anni dopo, al mio nipotino Marco. Per questo provo a incitare, in una lettera aperta, il nuovo e ad oggi ancora non definito Governo a muoversi su alcune direttrici precise.

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Il Compact britannico, un esempio positivo di secondo welfare

Come in molti altri Paesi europei, anche in Italia il sistema di welfare si trova oggi soggetto a due grosse pressioni. Da un lato i vincoli di bilancio impediscono incrementi di spesa e impongono importanti misure di contenimento dei costi. Dall’altro lato la continua trasformazione dei bisogni socialirichiede risposte molto complesse e diversificate. In questo senso appare particolarmente interessante un accordo che nel Regno Unito, da oltre 15 anni, regola i rapporti intercorrenti tra la pubblica amministrazione inglese e il terzo settore: il progetto Compact. In questo Dossier a più "puntate", Lorenzo Bandera, junior researcher presso Percorsi di secondo welfare ci guiderà in un’analisi sulla trasferibilità del modello nella realtà italiana.

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L'albero della conoscenza di FORUM PA 2013

Chi ci conosce sa che uno degli strumenti di base da noi utilizzati per gestire il lavoro di studio, di confronto e di sensibilizzazione sui temi da noi trattati è la mappa mentale, cioè la rappresentazione grafica dei concetti e della conoscenza da elaborare.

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Alleanza per un 2013 che attivi (anche) la cittadinanza attiva europea

Il 2013 è l'Anno europeo dei cittadini. Sui contenuti dell'Anno europeo, tra la Commissione europea, le istituzioni dell'Unione e la società civile si è aperto da subito un  vivace confronto. Proprio il dissenso rispetto alle posizioni iniziali della Commissione, ha fatto si che la società civile trovasse una forte spinta per costruire una propria piattaforma di mobilitazione determinata a sfruttare l’Anno europeo dei cittadini quale opportunità per andare oltre la dimensione della semplice informazione sui diritti. L’obiettivo è andare verso una piena partecipazione dei cittadini alle scelte europee che li riguardano. Nasce così l'Alleanza europea per l’Anno europeo dei cittadini 2013. E L’Alleanza italiana ha deciso di collegarsi espressamente all’art 118 della nostra Costituzione, che esprime il principio di sussidiarietà sia verticale che orizzontale, chiamando direttamente in causa gli enti locali...

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Partnership pubblico privato come strumento per le smart cities: come, quando e perchè...

Il Decreto Sviluppo 2012 prevede la possibilità all’interno dell'attuazione dell'Agenda digitale di stipulare partenariati pubblico privato di tipo pre-commerciale al fine di individuare idee innovative per lo sviluppo anche locale. In quest'ottica il ruolo delle imprese può cambiare notevolmente se il privato viene interpretato come strumento di realizzazione, non solo di profitto, ma di valore sociale generato e distribuito, un produttore di benessere.

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PABLO SANCHEZ CHILLON: cittadino è spina dorsale della smart city

Pablo Sánchez Chillón, urbanista e ricercatore sul fenomeno Smart City, può essere considerato il pioniere in questo campo in terra spagnola. La sua ricetta per la crescita degli spazi urbani è basata sul modello “Cityzentrism”, che considera i cittadini come la spina dorsale dello spazio urbano, sia nel ruolo di oggetti che di soggetti. E prevede di coinvolgerli, farli giocare, usare la creatività per “catturare” i giovani digitali (digizen), attraverso soluzioni originali per farli uscire dalle loro bolle individuali e trasformarli in pivot della cittadinanza partecipata.
A Smart City Exhibition 2012 Chillon, nel pomeriggio di lunedì  29 ottobre, ha tenuto il key note “Una visione complessiva della città intelligente: le infrastrutture, il piano di comunicazione, il ruolo dei cittadini”. [qui la registrazione video dell'intervento su InnovaTiVi]

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Le città a colori: diversità, disomogeneità, relazioni siano valori non problemi

L'Italia ha un drammatico problema di rapporto debito/PIL. Per uscirne occorre ridurre il debito e tornare a crescere. Per fare questo in modo più rapido possibile e in un quadro di competizione globale, le città rappresentano i nodi decisivi di rete da rafforzare, aiutare, stimolare. Questa volta come editoriale vi voglio regalare un breve saggio sul tema di Mauro Bonaretti, direttore generale di Reggio Emilia e presidente di Andigel che i nostri lettori ben conoscono. Mauro parte dallo stato dell'arte, non certo soddisfacente, del rapporto tra governo centrale e autonomie locali per lanciare un appello che è anche un manifesto culturale: abbandoniamo la visione delle città in bianco e nero e abbracciamo il progetto di una città a colori dove diversità, disomogeneità, relazioni sono valori non problemi.

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