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La contrattazione come elemento indispensabile per l’applicazione della riforma del pubblico impiego

Paolo Pirani riconosce al D.lgs. 150/09 il merito di aver introdotto il criterio della responsabilizzazione del dirigente, ma pone una serie di punti interrogativi sull’efficacia della sua attuazione. In primis invita a porre l’attenzione sulla sua perdita di valore in caso di blocco della contrattazione, poi sottolinea come l’inverarsi del processo di modernizzazione organizzativa e produttiva della PA sia condizione necessaria per un’effettiva riforma basata sulle performance.

L’applicazione della riforma Brunetta ai mondi della Scuola, dell’Università e della Ricerca

Germana Panzironi illustra le questioni aperte sul tavolo per l’applicazione delle norme del D.lgs. 150/09 in contesti così peculiari come quelli amministrati dal MIUR. La valutazione del personale docente, così come dei tecnologi e dei ricercatori, necessita una serie di interventi che amplino le modalità rispetto al ricorso ai soli parametri oggettivi. Il DPCM dedicato e il disegno di legge universitario in iter parlamentare hanno proprio lo scopo di introdurre la cultura della valutazione, della meritocrazia e della premialità nelle “amministrazioni del sapere.

Imparare dagli errori del passato per rilanciare il lavoro pubblico

Govanni Valotti, autore del libro Fannulloni si diventa, parte dai fattori di maggiore criticità del presente (scarsa produttività e problemi di distribuzione, qualità e intensità del lavoro pubblico) per analizzare le cause che li hanno generati e proporre una riqualificazione basata sulla selettività degli incentivi, sulla definizione dei compiti tra gestione e contrattazione e sull’utilizzo del contratto come strumento per attuare un'efficace politica del personale. 

Riforma Brunetta e contrattazione collettiva

La riforma del pubblico impiego del 1993 introdusse il concetto di privatizzazione che mise in evidenza la necessità di modernizzare gli appartati pubblici e moderare i salari dei dipendenti per far fronte ai caratteri di antieconomicità e improduttività della PA. Quindici anni dopo, la riforma Brunetta riprende il concetto di privatizzazione.

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La riforma come questione culturale: cambiare per cambiare

Già molti hanno messo in evidenza che la parte più importante della sfida relativa alla riforma della P.A. si gioca sul piano culturale.
Per orientare l’attività della P.A., non solo alla correttezza amministrativa ma anche alla performance, alla trasparenza dei risultati, alla valutazione e alla premialità è necessario che si affermi un sistema di significati nuovi che devono tradursi in conoscenze e comportamenti professionali organizzativi e individuali di grande consapevolezza e responsabilità.

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Politiche integrate per la mobilità in sicurezza

Elisabetta Schietroma sottolinea come la sicurezza urbana e quella stradale siano strettamente connesse, in quanto presuppongono entrambe politiche urbanistiche innovative di pianificazione e uso del territorio, di presidio e vigilanza dello stesso, di sicurezza sulle strade.

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Il nuovo Provvedimento del Garante della Privacy in materia di videosorveglianza

Claudio Filippi presenta il nuovo Provvedimento del Garante della Privacy in merito alla videosorveglianza (in G.U. il 29/4/2010). Al suo interno sono disposti numerosi elementi di semplificazione nell’uso dei dati personali da parte del soggetto pubblico: esso può trattare i dati se ciò rientra nella sua funzione istituzionale, non deve acquisire il consenso del cittadino per farlo, e non ha bisogno di alcun testo normativo che preveda un trattamento dei dati personali.

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L’esperienza del PARER: struttura di riferimento per la gestione documentale della PA regionale

La Regione Emilia Romagna ha creato un Polo Archivistico pubblico che svolge il ruolo di conservare a norma di legge e a lungo termine ciò che vene prodotto dalla PA regionale attraverso i processi di dematerializzazione.

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Il ruolo centrale del GPP nelle strategie di Intercent-ER

 

La legge regionale 28/09 ha introdotto criteri di sostenibilità ambientale per gli acquisti della PA in Emilia Romagna e ha attribuito un ruolo fondamentale in questo campo alla Centrale di Committenza Intercent-ER, che già gestiva l’e-procurement regionale da cinque anni. Intercenter partecipa al Piano Nazionale GPP e applica i Criteri Ambientali Minimi nelle sue gare, che coinvolgono oltre seicento amministrazioni, sono sempre più verdi e hanno portato ad una riduzione delle emissioni pari a quelle di un Comune di mille abitanti in un anno.